lunedì 15 luglio 2019

Il Mistero della Vita

TRATTO DA UN CAPITOLO inserito nel Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale, Ed.Sì



Il mistero della Vita: dal preconcepimento all’allattamento, attraverso la nascita.
 
     Esistono numerosi libri e saggi di psicologia pre e perinatale, oltre a tutti quelli più recenti che trattano la nascita attraverso le teorie del Rebirthing.
 
E’ con Carl Gustav Carus[1] in pieno Romanticismo che si cominciano a intuire le radici della vita psichica nell’inconscio dell’esistenza prenatale, anche se il significato della nascita sarà riconosciuto solo nel 1924, con la pubblicazione di due opere psicanalitiche fondamentali; una del Otto Rank[2] e l’altra di Gustav Hans Graber[3].
In queste pubblicazioni gli autori asseriscono che la nascita viene realmente vissuta da un individuo, diventando il prototipo a cui faranno riferimento tutte le esperienze successive nella sua biografia.
            L’eco di questa impronta viene individuato, secondo Rank e Graber negli stati d’animo, nella paura del buio e di spazi chiusi così come nelle creazioni artistiche, mentre la nostalgia e il bisogno di raccogliersi in spazi chiusi e rassicuranti è un’eco della vita prenatale.
Il tema della nostalgia fu molto argomentato anche da Sandor Ferenczi[4], in merito allo sviluppo di sentimenti di onnipotenza e di gioia conosciuti in fase prenatale. Infatti per Ferenczi la vita psichica del neonato è caratterizzata dal desiderio di tornare all’interno del caldo e rassicurante grembo materno, mentre per Rank è proprio la traumaticità della nascita a intensificare il desiderio uterino prenatale.
L’anno 1924 fu un anno fertile di intuizioni da parte degli psicoanalisti più famosi dell’epoca. Graber infatti arrivò a individuare il significato del mutamento esistenziale al momento della nascita. E nello stesso anno 1924 Istvan Hollos[5] arrivò a rintracciare in fase terapeutica i primi impulsi di aggressività di un paziente nato con parto prematuro.
Arriviamo negli anni Quaranta e sempre un altro Nandor Fodor[6] pubblicò numerosi lavori sulle analogie tra sogni e memorie intrauterine.
 
Ciò di cui vi parlerò in questo mio capitolo è frutto di molteplici osservazioni in centinaia di persone delle loro esperienze prenatali e perinatali, rievocate grazie al mio lavoro pluridecennale nel Rebirthing e nel ThetaHealing® in cui le ho sostenute a “rinascere” - ovvero a trasformare il loro imprinting di nascita - dopo averlo potuto testimoniare su me stessa e sul mio imprinting,  anche grazie a un accurato lavoro personale con la Vegetoterapia post-reichiana[7].
 
Partire dalla nostra nascita è un inizio entusiasmante per vivere con maggior consapevolezza le nostre reazioni quotidiane e per reagire diversamente alle situazioni.
Siamo sicuramente tutti nati, chi in un modo, chi in un altro; per tutti è stata un’esperienza annoverabile, l’inizio di un viaggio in cui abbiamo cominciato a vivere in un certo modo, con certi aspetti caratteriali, che a volte ci sembra veramente impossibile poter trasformare.
 
Ciò che realizziamo nella nostra vita lo otteniamo riproducendo in qualche maniera il modo in cui siamo nati - che a sua volta è la summa delle esperienze nel lasso di tempo che va dal preconcepimento alla prenascita.
Dinnanzi a qualsiasi cambiamento di vita tendiamo a riproporre modelli comportamentali,  associati a schemi di pensiero e a espressioni emotive, legati a un antico imprinting o ancora meglio a uno scenario[8] di nascita.
In tal modo la vita può anche continuare a cambiare ma l’approccio con cui la affrontiamo rimane più o meno identico, se non effettuiamo un importante cambiamento di percezione di noi stessi, del mondo e della vita.
Nello scoprire la nostra storia neonatale, generalmente ci sentiamo pieni di entusiasmo nell’apprendere tante informazioni che in effetti si rivelano quasi sempre veritiere.  Scopriamo tante spiegazioni sul motivo per il quale ci sentiamo e ci comportiamo in un certo modo e, perlomeno, inizialmente, proviamo sollievo al pensiero che non siamo gli unici esseri stravaganti sulla terra.
E per scoprire la nostra storia neonatale non mi riferisco solo alle informazioni che possiamo ricevere da nostra madre e da chi era presente al parto o in una cartella clinica ritirata all’ospedale in cui siamo nati. Scoprire la nostra storia pre-peri-neonatale  può avvenire anche attraverso il processo inverso, ovvero attraverso l’osservazione del nostro tipo di comportamenti attribuibili a un certo tipo di storia pre-peri-neonatale piuttosto che a un’altra. E per far questo esiste una lunga casistica a cui attingere, come vedremo più avanti.
            Tutti conserviamo nella nostra memoria cellulare  questo indiscutibile evento per il semplice e appurato fatto che tutti siamo nati.
Anche l’ascoltatore più scettico sentirà risuonare in sé l’energia di certe narrazioni quando gli verrà raccontato come reagisce nella vita, ad esempio, una nascita con il cordone rispetto a una nascita veloce.
Tuttavia anche la conoscenza del nostro scenario di nascita va affrontata con un approccio maturo, senza lasciarci incantare da concetti che possono rivelarsi rigidi e approssimativi.
 
            Durante gli anni in cui apprendevo le nozioni basilari sullo scenario di nascita, non era insolito ritrovarci, soprattutto tra donne, a indagare sul tipo di nascita  di un amico, un’amica, un marito, un datore di lavoro, ecc. L’obiettivo finale era saperne di più di una persona per meglio approcciarla o quanto meno per incasellarla in una categoria.
            Lo scenario di nascita è un qualcosa di assolutamente affascinante, che, una volta appreso e compreso, regala a chiunque l’opportunità di evolversi sulla magica strada dell’autoconoscenza.
E proprio per non sconfinare in un qualunquismo tipico di tutto ciò che è vasto, è necessario essere pronti a comprendere che cosa sono quelle che chiamo interferenze neonatali.
 
Nicoletta FERRONI, www.nicolettaferroni.it
 
 
 
 
PROSEGUE NEL LIBRO SUDDETTO, in vendita su giardinodeilibri e macrolibrarsi




[1] Medico e filosofo tedesco (Lipsia 1789- Dresda1869).
[2] Filosofo e psicoanalista austriaco (Vienna1884- New York 1939). Del 1924 è la sua opera: Il Trauma della nascita
[3] Psicologo psicanalista svizzero (Grossaffoltern 1893- Berna1982). Fondatore della I.S.P.P. (Società internazionale di Studi per la Psicologia Prenatale).
[4] Medico psichiatra e psicanalista ungherese ((Miskolc 1873-Budapest 1933)
[5] Psicanalista ungherese (Budapest 1872- Budapest 1957)
[6] Psicoanalista e ‘parapsicologo’ ungherese (Berehove1895- New York 1964).
[7] W.Reich, medico psichiatra e psiconalista (Dobrzcynica in Galizia 1897-Luisburg 1957)
[8] Modo e setting  in cui un neonato percepisce l’atto del nascere, le persone che lo accolgono, e lo spazio in cui arriva, come summa esperienziale e consequenziale ai mesi precedenti di vita intrauterina.

martedì 4 giugno 2019

Dal Trauma al Dramma


Se consideriamo che  la parola “Trauma” deriva dal greco e significa ferita; e che la parola “Dramma” deriva sempre dal greco e anche dal latino “drama” ovvero  “agire”, “azione”, possiamo asserire che, per natura si parte da un trauma che si tende a reiterare, attraverso una messa in scena di azioni che ripetono quella prima ferita fino a “incapsularla” in uno schema cognitivo-emozionale che per legge di vibrazione, risonanza e attrazione, tende a co.creare attori e comparse di quel primo trauma, che a sua volta, drammatizzato, incapsulerà segni incisi nella memoria psico-fisica del soggetto, più o meno protagonista del trauma.

Nel 1967 Leonard Orr e  i suoi collaboratori, che nel frattempo si erano specializzati nel Rebirthing, arrivarono alla conclusione che non è l'acqua a  rievocare la vita intrauterina e la nascita ma il respiro circolare stesso, poiché anche “respirando” in questo modo, ma su un tappetino per terra o su un lettino, le persone rievocavano stralci di esperienze prenatali, perinatali e natali.

E’ la respirazione circolare nel suo processo energetico che scioglie e risana le drammatizzazione del trauma originario, primo dei quali la nascita. Da qui la scelta di Orr del nome Rebirthing. E da qui la sua sintesi: "Con la nascita cominciamo a respirare aria; questa è la novità fisica più importante della nascita. Fino ad allora, abbiamo ricevuto l’ossigeno tramite il cordone ombelicale e, secondo studi recenti, dal liquido amniotico tramite il quale riceviamo anche l’energia vitale. Quando usciamo dall’utero e ci viene tagliato il cordone ombelicale, dobbiamo quindi riuscire subito a respirare, o morire." Il libro del Rebirthing, p.22

Il rilassamento intenso del respiro circolare connesso del Rebirthing permette di recuperare non solo a livello cognitivo pensieri autolimitanti tali da trasformarli in pensieri potenzianti, ma fa sì che arrivino a uno stato di coscienza tale da essere integrati al livello comportamentale senza sforzo e senza imposizioni cognitive. Ovvero chi sperimenta con il rebirthing un dramma, rivivendolo e risentendolo, partendo con l’Intentus di risanare quel dramma a partire dal trauma originario da cui si è generato, si ritrova libero da quella catena di compulsioni emozionali devastanti e depotenzianti al proprio progetto evolutivo.

Attraverso la respirazione circolare connessa del Rebirthing i meccanismi di difesa scompaiono perché scompaiono le resistenze a non sentire quelle emozioni sepolte nella memoria psico-corporea.
 
 
TRATTO DAL CAPITOLO di Nicoletta Ferroni scritto con Alfonso Guizzardi:
 
 
Dal Rebirthing al BreathBalance® ovvero il respiro come porta dell’inconscio.
contenuto all'interno del volume: IL GRANDE LIBRO DI MEDICINA E PSICOLOGIA ENERGETICO-VIBRAZIONALE
 
 

sabato 27 aprile 2019

I 7 Raggi nei 7 Specchi di Dio


 POSTFAZIONE di I 7 SPECCHI DI DIO di Nicoletta Ferroni Guizzardi, ed.sì
 
 

Ogni persona che ha contribuito a questo libro con la propria testimonianza ha scelto di firmarsi anche con il nome del Raggio cosmico di appartenenza. Vediamo in una visione più ampia che cosa sono i Raggi.

Nonostante il fatto che “La Scienza dei Sette Raggi” sia uno degli elementi più importanti introdotti dall’esoterismo del XX secolo per aprirsi a quel processo di trasformazione e trasmutazione proprio di un serio lavoro su se stessi, di fatto è ancora del tutto sconosciuta alla maggioranza delle persone.

Già possiamo riscontrare nell’Apocalisse alcuni accenni ai “Sette Spiriti davanti al Trono di Dio”; e anche nelle opere neoplatoniche e successive si possono trovare riferimenti chiari ai “Sette Eoni” e alle “Sette Emanazioni”. Ma è solo con H.P.  Blavatsky[1] , nella sua “Dottrina Segreta”1888, che si ha una prima formulazione dei Sette Raggi.

Successivamente, con Alice Ann Bailey[2] e la sua monumentale opera[3], questa Scienza trova la sua più completa formulazione.

Cosa sono i Sette Raggi?

 

Sinteticamente i Sette Raggi sono 7 tipi di energie che permeano l’universo determinando il processo evolutivo del creato e inducendolo a manifestare e incarnare quelle qualità archetipiche divine di cui sono portatrici. Quindi sono anche 7 tipi di forza che influenzano la materia e hanno un effetto specifico su ogni forma dell’universo. Questi 7 Raggi sono tutte differenti espressioni dell’UNO, del Principio Primo.

 

I Sette raggi sono anche i Sette Raggi Cosmici, ovvero emanazioni dirette dell’UNO, oppure Sette Raggi Sistemici, cioè Sette Raggi agenti nel nostro Sistema Solare.

 

Infatti il nostro Logos Solare, ovvero la vita che pervade l’intero sistema solare, irradia all’interno del Sistema Solare sette energie differenziate che appunto chiamiamo Sette Raggi (in analogia ai Sette Raggi Cosmici) e che sono sette differenziazioni dell’Amore-Saggezza, essendo il Sole un Logos di Secondo Raggio Cosmico[4].

 

I Sette Raggi (sistemici) sono:

 

1.      Primo Raggio. Volontà o Potere (da intendersi come Volontà di Bene e Potere di Essere e di Agire);

2.      Secondo Raggio. Amore e Saggezza (che è Amore in azione)

3.      Terzo Raggio. Attività Intelligente o Intelligenza Attiva

4.      Quarto Raggio. Armonia tramite Conflitto, che porta all’emersione dell’Arte e della Bellezza

5.      Quinto Raggio. Conoscenza Concreta o Scienza.

6.      Sesto Raggio. Devozione e Idealismo

7.      Settimo raggio. Ordine, Organizzazione, Cicli, Leggi Divine e Magia cerimoniale

 

Nella loro Essenza più pura questi Sette Raggi sono sette declinazioni dell’Amore Assoluto.

 

Da non confondere, però, l’informazione portata dal raggio con poi la sua manifestazione concreta che potrebbe essere molto distante dall’informazione stessa.

Infatti studiando e osservando questi Raggi in azione è possibile imparare a riconoscere l’intento del Raggio dietro ad ogni apparenza, intento che è Amore in azione che cerca di esprimersi nei limiti della forma in espressione.

 

I Sette Raggi (sistemici) influenzano ogni elemento della nostra vita e hanno ripercussioni su ogni cosa che ci circonda.

 

I Raggi Cosmici  sono 7 livelli che l’uomo ha da completare o raggiungere quando sceglie di evolversi in questo sistema solare, ognuno di questi livelli viene chiamato Raggio di Vita. Una volta completato uno di questi sette livelli evolutivi, ci si evolve superando l’esperienza fisica tridimensionale.

I Raggi cosmici si differenziano per vibrazione secondo un colore:

Raggio azzurro/blu: Potere e Volontà di Dio

Raggio giallo/oro: Saggezza e illuminazione

Raggio rosa: Amore incondizionato

Raggio bianco: Ascensione e Purificazione

Raggio verde smeraldo: Guarigione e Unione

Raggio oro/porpora: Resurrezione e Sé divino

Raggio violetto: Trasmutazione e Libertà

Se andrete a rileggere con quale colore di Raggio si sono firmati coloro che hanno lasciato la loro testimonianza in questo libro, incontrerete una risonanza precisa tra lo specchio esseno di cui hanno parlato e la loro vibrazione dettata dal colore del Raggio.

Tutto è meraviglioso nella sua coerenza.

 
Alfonso Guizzardi e Nicoletta Ferroni




[1] Helena Blavatsky (1831-1891), filosofa russa e anche teosofa, saggista, occultista e medium. Cofondatrice della Società Teosofica nel 1875.
[2] Alice Bailey (1880-1949), autrice inglese di libri a contenuto spiritualista, occultista, astrologico, teosofico e teologico.
[3] In quasi tutti i suoi 24 libri (1936-60) i Sette Raggi trovano ampi spazi; in particolare nella serie dei “Trattati” , dove nei cinque volumi del “Trattato dei Sette Raggi, la Scienza viene descritta compiutamente”.
[4] Da questo fatto deriva l’importanza della legge d’Attrazione e del concetto da più parti espresso che l’Amore è la forza più potente che esista.

mercoledì 6 marzo 2019

I 7 SPECCHI DI DIO, La via essena alla conoscenza di Sé

ESTRATTI dal libro I 7 SPECCHI DI DIO, edito da ED. Sì di Nicoletta FERRONI Guizzardi


Nel corso dei prossimi capitoli, attraverso ciò che forse abbiamo già letto e riletto in altri libri, sviscereremo i Sette specchi esseni da una prospettiva più ampia, senza limitarci a parlare delle stesse interpretazioni già note.
Eccone un’anteprima:

Primo specchio: Tu sei me, Io sono te!

 
Secondo specchio: Non ti sopporto ma ti vedo!

 
Terzo specchio: Credevo di aver bisogno di adorarti!

 
Quarto specchio: Non voglio aver bisogno di TE!

 
Quinto specchio: Nel nome del Padre, della Madre e di Tutto ciò che è Sacro e Santo

 
Sesto specchio: Comunque vada ce la farò

 
Settimo specchio: Tutto è perfetto così come E’

 

E con questa nuova visione non cercheremo negli Specchi esseni la spiegazione del perché/per come “sbagliamo” nelle nostre relazioni.

Non ci immobilizzeremo in schemi rigidi di interpretazione dell’altro uguale a noi, di noi bloccati dalle nostre paure, degli altri specchio di quello che non riusciamo a vedere di noi.
In questo libro ci poniamo questa domanda:

Cosa accadrebbe se cominciassimo a credere che negli altri cerchiamo Dio?
Ti inviteremo a concepire che non c’è nulla di sbagliato nelle proiezioni percettive. E’ umano che ciò accada. E’ altresì piuttosto interessante accettare che nel percepire e nel proiettare stiamo solo cercando, più o meno disperatamente, la via della completezza.

L’altro da me, gli altri da noi, diventano in tal modo quella parte mancante, raggiunta la quale ci sentiamo completi.
Negli altri da noi cerchiamo solo Dio, in altri termini detto Amore -  che qui chiameremo inclusivo per cui, con cui, da cui siamo tutti già costituiti.

Attenzione: non parlo di Amore di Dio, ma di (Dio) Amore che, al di là di qualsiasi visione panteistica o religiosa, è quell’essenza vivente e rigenerante presente in tutte le particelle subatomiche di qualsiasi atomo dell’Universo.
Leggendo questo libro faremo un viaggio che a volte potrà essere impervio, ma se decidiamo di essere già completi, “ricordandoci” che ci siamo momentaneamente dimenticati della nostra potenziale completezza, il viaggio può essere molto più entusiasmante e arricchente.

Gli Esseni proponevano una formazione di alcuni anni per entrare nella loro Scuola. Chi di voi sta leggendo questo libro ha sicuramente seguito una formazione che è già durata almeno qualche anno. Per cui siamo tutti pronti per essere ammessi nell’unica grande scuola a cui tutti possiamo essere ammessi per imparare ad amarci.

 
Buona Lettura!

Ci vediamo in libreria, su macrolibrarsi e sul Giardino dei libri e naturalmente al GIARDINO DELLE MERAVIGLIE di Amelia, Roma, Trieste e Terni (www.giardinomeraviglie.it)

 

martedì 5 febbraio 2019

Respirare bene fa bene allo spirito

 
 
Era il settembre del 1997 quando ebbi la mia prima esperienza con il respiro circolare. Per una serie di circostanze sincroniche venni a scoprire che esisteva una tecnica, cosiddetta rebirthing, che permetteva di attraversare e superare stati importanti di sofferenza emozionale, grazie al respiro circolare. Mi fidai della voce interiore che mi diceva di abbandonarmi al flusso degli eventi e presi un appuntamento con un professionista del settore, chiamato rebirther.
La connessione totale con il tutto, la gioia da cui mi sentii pervasa alla fine della sessione e la carica di energia fisica e mentale mi indicarono con certezza che questa era la mia strada.
Da allora, nel corso degli anni ho fatto del rebirthing uno strumento della mia crescita personale e professionale, condividendo con centinaia di persone la loro rinascita, partendo dalla loro nascita, diventando rebirther. Che cosa significa in termini pratici tutto questo?
Il Rebirthing, letteralmente Rinascere, è un percorso di crescita così nominato dal suo ideatore, Leonard Orr negli anni Sessanta. Respirando in modo circolare, ovvero senza pause tra inspirazione ed espirazione, si crea uno stato di ascolto e contatto interiore tali da risvegliare nel corpo  energetico il flusso di memorie antiche o recenti,  in qualche modo legate alla maniera in cui siamo nati. Tutto ciò stimola anche il risveglio di consapevolezze su infinite altre sfere della vita in cui desideriamo operare dei cambiamenti. Perché ogni volta che ci prepariamo a un cambiamento, di qualsiasi tipo si tratti, tendiamo al livello emozionale e comportamentale a ricreare uno stato interiore molto simile a quello sperimentato all’atto della nostra nascita, in quanto la nostra nascita è stata il primo  grande cambiamento. Con il rebirhting è possibile sbloccare e cambiare questo codice di approccio alla vita, che, in modo più o meno compulsivo, tendiamo a  riprodurre. Il risultato è uno stato sorprendente di pace e serenità acquisibili nel corso di un ciclo di dieci sedute di rebirthing, come illustro nel mio libro edito da Edizioni sì nel 2008, Il primo respiro.
 
Nell’ultimo decennio, oltre a promuovere questo lavoro di crescita con il rebirthing, ho sviluppato un altro approccio al respiro circolare, grazie allo spazio in cui lavoro, immersa nella natura delle colline amerine. www.giardinomeraviglie.it. Vivere e lavorare nella verde dell’Umbria, infatti, mi ha permesso di entrare in contatto con sfere di esistenza congeniali all’essere umano per ricreare nel proprio microcosmo l’armonia di spazi incontaminati lontani dal panorama caotico delle grandi metropoli.  Attraverso l’uso cosciente e consapevole del respiro circolare ho imparato e sto insegnando a canalizzare il respiro attraverso il corpo fisico,  verso l’alto o verso il basso. 
Cosa si intende? Respirare convogliando la propria energia verso il basso, attraverso il respiro,  permette di operare un radicamento delle energie personali all’interno della terra, alimentando nell’individuo che lo necessita la tendenza a vivere maggiormente radicato e quindi libero da paure e tendenze ad estraniarsi. Questo tipo di respirazione convogliata nel canale cosiddetto tellurico è efficacissima anche per concretizzare progetti creativi, di cui sono molto ricche generalmente le persone che vivono piacevolmente tra le nuvole. Oppure per tutti coloro che stanno vivendo un periodo in cui, per svariati motivi personali, sentono di aver perso la gioia di vivere e la grinta di procedere lungo il proprio cammino di crescita sulla terra.
Respirare verso l’alto, invece, permette di elevare la propria consapevolezza su sfere “celesti”, non propriamente terrene, come viene ben consigliato alle persone molto razionali a cui potrebbe giovare un distacco mentale dalle vicissitudini quotidiane. Respirando in questo modo, l’energia creativa viene canalizzata nell’individuo per poi elevarsi al punto da sentire possibile tutto ciò che si sogna e si desidera, senza nessun tipo di limite. In questo modo è possibile staccarsi più facilmente dalla routine quotidiana e credere con maggior convinzione nella fattibilità di un’esistenza originale. E’ questa una respirazione particolarmente consigliata anche a chi si sente annoiato o carente di ispirazione.
Per maggiori e specifiche delucidazioni in merito, faccio riferimento al mio nuovo libro 10 Tecniche per ottenere CALMA, FORZA e LUCIDITA’ attraverso il RESPIRO, in uscita a settembre 2011, sempre con Edizioni Sì.
 
A prescindere da qualsiasi cammino si voglia intraprendere, che sia il rebirthing o il respiro circolare tellurico o celeste, sono sempre infiniti i giovamenti tratti dal respiro, come viene insegnato in molte altre pratiche orientali. Il 70% delle scorie dell’organismo si elimina con la respirazione, il rimanente 20% con la pelle (prevalentemente sudore), il 7% con l’urina, il 3% con le feci. Meno respiriamo, meno il sangue ha la possibilità di purificarsi dalle scorie che ritornano all’organismo in un circuito chiuso che provoca invecchiamento e tanti altri disagi fisici ed emozionali. Oltre a un processo chimico con il respiro avviene un ricambio del prana, altrimenti detto in altre lingue orientali chi o ki, l’energia che anima tutti gli esseri viventi, senza il quale tutto si ferma. L’energia vitale. Ne consegue l’importanza di un uso corretto della respirazione.
Ma poiché nulla avviene per caso, se stai leggendo questo articolo ci sarà un motivo ben preciso per far tesoro di questi insegnamenti: ecco un semplicissimo esercizio atto a promuovere un risveglio psico-fisico immediato e gradevole.
Chiudi gli occhi, fai quattro respiri particolarmente connessi profondi nella pancia e subito nel cuore, poi rimani 7 secondi in uno stato di apnea, senza respirare. Ripeti questa sequenza per 3 volte. Quindi dopo l’ultima apnea, rimani in ascolto del tuo sentire. Provi disagio o benessere?
Adesso ripeti i quattro respiri connessi e profondi nella pancia e subito nel cuore, ma questa volta, invece dell’apnea, fai un quinto respiro, profondissimo, più profondo dei primi  quattro, oltre il limite di quello che tu credi sia il limite della tua capacità respiratoria. Ripeti questa sequenza per 3 volte. Quindi dopo l’ultimo respiro profondissimo eseguito, rimani in ascolto di quello che è avvenuto in te.

Viviamo come respiriamo e Respiriamo come Viviamo
Se senti anche un minimo di benessere in più rispetto all’esercizio precedente dell’apnea, sappi che la maggior parte delle persone vive infelicemente in un perenne e ignoto stato di apnea per molte ore della giornata. Che ne dici di potenziare il tuo respiro, a cominciare da adesso?
Nicoletta Ferroni, www.nicolettaferroni.it

domenica 3 febbraio 2019

Creo quello che sento mentre lo dico

Ancor prima della parola c’è un'emozione ed un pensiero, ovvero un'immagine che suscita un'emozione. Ciò che si crea è il substrato emotivo da cui nasce l’intenzione; questa è la ragione per cui è fondamentale mantenere un profondo collegamento con noi stessi, con il nostro Sé più autentico.

Le parole, sono l'espressione dei nostri pensieri, delle nostre emozioni oltre ad avere delle qualità vibrazionali ed energetiche proprie che le fa funzionare come vere formule magiche.




Già Masaru Emotu ha studiato ed ampiamente documentato come cristalli di acqua modificano la propria struttura in ragione delle qualità vibrazionali a cui vengono esposti: meravigliosi cristalli per preghiere, musica classica, ringraziamenti e parole amorevoli; mentre si ottengono obrobri per minacce, parole aggressive e musica violenta.

La parola, oltre alla sintassi e alla semiotica, ha un valore ed un potere creativo e trasformativo che porta con sé una reale informazione. Essere consapevoli di ciò deve far parte del processo formativo di ogni operatore, terapeuta o professione d'aiuto, oltre che genitore, insegnante e quant'altro.
Pertanto questo modulo della formazione in BreathBalance® è aperto a chiunque sia interessato a scoprire il potere della parola, della sua vibrazione e della sua capacità trasformativa, attraverso il RESPIRO COSCIENTE E COERENTE.

 



Questo  corso è un modulo introduttivo alla formazione della Scuola R.A.BB.I.T.S. (Rebirthing and BreathBalance® International Training School) per diventare Facilitatori, Insegnanti e Master in Rebirthing e in BreathBalance®.

I moduli sono condotti e facilitati da Nicoletta Ferroni e Alfonso Guizzardi (www.breathbalance.it)



mercoledì 30 gennaio 2019

Ti sei mai chiesto a cosa o a chi servi? La Funzione sacra nell'incarnazione


LA FUNZIONE nel piano ORIZZONTALE E LA FUNZIONE SACRA  nel piano VERTICALE

 
Nell’incarnazione siamo venuti ad assolvere a una funzione. SERVIAMO a qualcosa più che a qualcuno, ma attiriamo qualcuno per servire a qualcosa e quel qualcosa non è mai inutile.

Tuttavia spesso ci possiamo sentire inutili perché stiamo assolvendo a una funzione che non è allineata con il nostro intento dell’anima, per cui facciamo, diciamo, abbiamo senza avere chiarezza su quello che ci sta accadendo.

Può accadere nelle relazioni a 2 ma anche nel collettivo per questo entriamo facilmente in crisi su quello che viviamo.

 
Prima di incarnarci la nostra anima ha un intento che “anima” il progetto animico nell’incarnazione. Il progetto animico si articola poi in intenti orizzontali a partire dalla nostra nascita. Gli intenti possono essere: l’intento di nascita, l’intento dell’infanzia, dell’adolescenza, dell’anno, del mese, della settimana, del giorno. Possono essere intenti anche collettivi, non solo personali. L’importante è che tutti gli intenti del progetto animico, sulla scia dell’intento dell’anima, siamo il “carburante” che dona gioia di vivere. Possiamo cambiare i nostri intenti del progetto animico, man mano che ci accorgiamo che ci donano sempre più gioia di vivere. Difficilmente sentiamo gioia se scegliamo intenti altrui solo per accontentare qualcuno. La nostra anima per prima ci dirà che non funziona. E come lo fa? Sintonizzandoci sulla scontentezza.

Tuttavia non possiamo cambiare la nostra funzione. Abbiamo una unica funzione che va riscoperta per assolverla e per riconnetterla con gli svariati intenti che possiamo scegliere continuamente in allineamento con l’intento dell’anima.


 
Il gioco sta nel rendere più sacra, ovvero più divina possibile, la nostra funzione attraverso l’onesta intercettazione del nostro intento dell’anima. E una funzione diventa sacra quando è totalmente allineata all’intento dell’anima. Solo allora diventa sacra e solo quando diventa sacra può chiamarsi funzione dell’anima nell’incarnazione e quando è tale il progetto animico è completato in totale allineamento con tutti gli intenti a partire dall’intento dell’anima.  Questa è la felicità pura in cui tutto avviene al momento giusto, al posto giusto, con le persone giuste.

Se siamo sintonizzati con questo gioco di intenti, cogliamo l’attimo con più semplicità.

Se siamo sconnessi, è più facile che non cogliamo l’attimo e continuiamo a vivere rincorrendo sogni che non sono nostri.

Lo snodo sta nel sentire quanta gioia sentiamo nel fare ciò che facciamo ogni istante della nostra vita.

Nicoletta Ferroni
 
Formatrice della scuola R.A.BB.I.T.S.® (Rebirthing and BreathBalance International Training School)

 

 

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