Libro letto tutto d'un fiato.
Puro nella trattazione psicologica,
visionario nel dialogo tra Jung e Reich,
viscerale nella trattazione epistolare del dolore,
fonte di respiro - tanto caro a Reich - nella parte epistolare sulla riunione.
A qualche giorno dalla fine della lettura del libro, porto con me una sensazione di legittimazione all'"errore" (nel senso più ampio e generalizzato), con la visione che quello che oggi definiamo "errore" potrà apparirci, al momento giusto - anche tra molti anni - come una profondissima rivelazione.
Perché proprio questo libro mi ha fatto fare questo passaggio?
Perché verso la donna, protagonista dello scambio epistolare, donna con esperienza e lavoro su di sé, donna che a pelle stimavo e in cui mi rispecchiavo, ho rivolto dapprima delle accuse.
Accuse che inconsciamente rivolgevo anche a me stessa.
Ma poi mi sono chiesta: e se ci fosse dell'atro?
Luna non può avere "semplicemente sbagliato".
E le accuse che rivolgevo a me (per cui avevo già trovato un'ampia spiegazione teorica - inconscia e profondissima sì, ma sempre parziale) si sono sciolte in maniera non solo teorica, ma totalitaria, lasciandomi più leggera ma anche grata, a me stessa, per ciò che ho specchiato nella mia dinamica di Fiamma Gemella.
Come hanno fatto a sciogliersi?
"Semplicemente" amando quella donna.
"Semplicemente" guardandola con uno sguardo amorevole e compassionevole. Non di pietismo.
Ma proprio nell'essenza più alta e delicata dell'amore.
Un amore che, per il solo fatto di esistere, è in grado di sciogliere tutto.
A qualche giorno da questa riflessione, se ne è aggiunta un'altra.
Non ero propriamente io ad accusarmi.
Anche nei momenti più difficili, anche quando avevo compiuto azioni apparentemente contro la riunione, lo avevo fatto con tanta purezza e sentendomi guidata.
Sentivo solo che quello non era il modo ed il tempo giusto.
Quindi non mi accusavo così tanto.
Le accuse mi venivano da lui.
Ed io, ad un certo momento, le ho sentite e le ho fatte mie (motivo per cui mi assolvevo solo parzialmente).
Ma poco cambia.
Il campo è unico e le prove sono per entrambi.
Credo che l'antico patto animico sia: le affronta chi dei due, in quel momento, ha più capacità per farlo.
In questo caso io avevo più capacità di perdonare me, anche per lui.
Così come lui ha avuto più capacità di me di lavorare sulla ferita del tradimento, anche al posto mio.
E vedremo cos'altro ancora avevamo architettato ai tempi.
Ed ora che gran parte del "lavoro" lo abbiamo fatto, riesco ad esprimermi con serenità.
E se ripiomberò nello sconforto, saprò che sarà solo un momento che precederà un bagliore ancora più intenso.
Non c'è un passaggio specifico che mi ha fatto provare rabbia per la donna protagonista del libro e non saprei neanche individuarlo a posteriori.
Ho letto la parte più dolorosa delle lettere piuttosto velocemente.
Quella parte la conoscevo già.
È la storia comune a molte fiamme. È un passaggio.
Le frasi più ostiche, comunque, sono state quelle sul lasciar andare, dette da entrambe le parti, più volte (pag 86, 87, 88)
È un concetto che sembra avere molta risonanza con il mondo spirituale, mondo da cui veniamo anche io e la mia fiamma e che mi sono sentita dire più volte.
Ma posso lasciare andare una memoria, uno schema comportamentale, un ricordo.
Un qualcosa che mi appartiene.
E soprattutto, in una relazione di coppia, il lasciar andare implica possesso, attaccamento, aspettativa.
Ma in una dinamica tra Fiamme Gemelle tutto questo viene meno.
Come puoi lasciar andare un qualcosa che non potrebbe mai essere tuo? Semplicemente perché è già te..
Se c'è qualcosa da lasciar andare è tutto quello che abbiamo creato di vita in vita.
Ci è stato utile, ci ha permesso di sopravvivere o di vivere. Di evolvere, quindi.
Ma ora è tempo di liberarcene.
E così scopriamo che non abbiamo molto da fare o da avere; si tratta semplicemente di tornare ad Essere.
E no, non è così immediato tornare ad Essere. È un percorso. Ci sono passata anche io attraverso l'attaccamento. Attraverso l'inseguimento, attraverso chiamate e chiamate perché meritavo una risposta. Meritavo rispetto.
Ma ora mi sembra così normale tutto il resto.
L'insegnamento che ricevetti fu: "Smettila di inseguirmi e scoprirai che sono sempre stato lì".
Tornando allo scambio epistolare del libro, sapevo che, al termine delle fasi più dure, c'era la rinascita.
Ed eccola lì, con la vibrazione tipica della riunione, la frase: "nessun passato da riscattare, nessun debito da saldare: solo il presente, nudo e sacro, come il primo giorno della Creazione".
Frase che ha fatto comparire un bel cuoricino, con la matita, a margine della pagina.
Michela
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