domenica 19 ottobre 2025

Coscienza, Consapevolezza e Percezione: il percorso interiore della crescita personale

 Coscienza, Consapevolezza e Percezione: il percorso interiore della crescita personale

Nel cammino di crescita personale e spirituale, parole come coscienza, consapevolezza e percezione ricorrono spesso. Vengono citate in libri, corsi, pratiche meditative, ma raramente vengono distinte con chiarezza. Comprendere il loro significato profondo non è solo un esercizio concettuale: è un passaggio essenziale per sviluppare una maggiore presenza, equilibrio interiore e libertà personale.

Questi tre livelli rappresentano una vera e propria mappa del risveglio interiore. Una mappa che non conduce lontano, ma più vicino a sé.

________________________________________

La percezione: come costruiamo la realtà

La percezione è il primo contatto con il mondo. È ciò che i sensi raccolgono e che la mente interpreta: immagini, suoni, parole, situazioni. Ma dal punto di vista spirituale, la percezione non è mai pura. È sempre filtrata.

Ogni esperienza viene colorata da memorie, convinzioni, ferite, aspettative. Per questo due persone possono vivere lo stesso evento e attribuirgli significati opposti. La percezione è soggettiva, non perché la realtà non esista, ma perché noi la incontriamo attraverso il nostro vissuto.

Nel lavoro su di sé, diventare consapevoli della percezione significa smettere di credere che ciò che vediamo sia “la verità”. È l’inizio del distacco dall’automatismo. È il momento in cui l’ego perde il monopolio dell’interpretazione.

________________________________________

La coscienza: lo spazio dell’essere

La coscienza è ciò che rende possibile ogni esperienza. Non è un pensiero, non è un’emozione, non è un ruolo. È lo spazio silenzioso in cui tutto appare.

Dal punto di vista spirituale, la coscienza è presenza. È l’essere vigili, non nel senso dello sforzo, ma dell’esserci. Quando siamo coscienti, la vita non ci attraversa distrattamente: viene abitata.

Molte persone vivono gran parte delle proprie giornate in uno stato di assenza: azioni ripetute, pensieri ricorrenti, attenzione frammentata. Coltivare la coscienza significa tornare al qui e ora. Respirare sapendo di respirare. Vivere un gesto alla volta.

La coscienza non elimina il dolore o il conflitto, ma li rende attraversabili.

________________________________________

La consapevolezza: osservare senza identificarsi

La consapevolezza è il livello trasformativo. È la capacità di osservare ciò che accade dentro di noi senza esserne completamente assorbiti. Pensieri, emozioni, reazioni non vengono repressi, ma riconosciuti.

Dal punto di vista spirituale, la consapevolezza è disidentificazione. Non sono i miei pensieri. Non sono la mia paura. Non sono la mia rabbia. Sono colui che le osserva.

In questo spazio nasce la libertà interiore. Non la libertà di controllare gli eventi, ma quella di scegliere come stare in ciò che accade. È qui che i vecchi schemi iniziano a sciogliersi, perché non vengono più alimentati dall’inconsapevolezza.

La consapevolezza trasforma l’esperienza in insegnamento e la sofferenza in comprensione.

________________________________________

Crescita spirituale: integrare percezione, coscienza e consapevolezza

La vera crescita personale non consiste nel “migliorarsi” all’infinito, ma nel ricordarsi di sé. Percezione, coscienza e consapevolezza non sono gradini rigidi, ma livelli che dialogano continuamente.

Quando la percezione rallenta, la coscienza si amplia. Quando la coscienza è presente, la consapevolezza può emergere. E quando la consapevolezza è stabile, la vita smette di essere solo reazione.

La spiritualità autentica non è evasione dalla realtà, ma immersione lucida in essa. Non promette
perfezione, ma verità. Non elimina l’ombra, ma la illumina.

Crescere interiormente significa abitare se stessi con più gentilezza, chiarezza e responsabilità. E questo, più di ogni tecnica, è il vero risveglio.


nicolettaferroni.it



giovedì 8 maggio 2025

Qualcosa tratto dal Primo Respiro (le impronte di nascita e la lettura delle case astrologiche)

 Il trauma della nascita era già stato intuito nel 1924 da Otto Rank6, che lo mise per la prima volta in correlazione con le angosce patite in epoche successive, come spiega nel suo libro Il trauma della na scita.7 Siamo alle origini di una ricerca che non fu accolta nell’am bito scientifico perché in contrasto con le scoperte scientifiche di Freud e che gli costò anche la collaborazione professionale con Freud stesso. 

 Nel 1974 Frédérick Leboyer, ginecologo e ostetrico francese, pri mario della Clinica Ostetrica dell’Università di Parigi, affrontò la nascita attraverso lo stato emotivo del bambino. Un’evoluzione pioneristica dal punto di vista della medicalizzazione del parto pra ticata in ogni ospedale occidentale. 

Difensore del diritto della madre ad un “buon parto” e del bambino ad una “buona nascita”, sviluppò i princìpi per prevenire i condizionamenti possibili a seguito del trauma della nascita. Il parto, per essere dolce, aveva bisogno dei suoi tempi che non erano certamente quelli ospedalieri, bensì quelli naturali: la necessità di un ambiente silenzioso e in penom bra, sereno e caldo senza interferenze esterne per non disturbare il naturale processo ormonale. 




Il bambino, appena partorito, ha bisogno di tempo per stabilizzarsi passando dall’ambiente acqua tico/uterino all’ambiente aereo, per respirare autonomamente, ma  anche per sentire lo sguardo e le braccia della mamma che lo ac colgono e lo fanno sentire protetto. Anche il cordone ombelicale va tagliato nel momento in cui il bambino ha cominciato a respirare da solo, rispettando i suoi tempi di adattamento al nuovo ambiente. Il legame primario è fondamentale per la regolazione ormonale del bambino; occorre quindi lasciare tempo affinché tra la madre e il f iglio si consolidi questo legame importante, che avrà effetti a lungo termine sull’equilibrio psico/fisico del bambino e dell’adulto di do mani. 
L’imprinting della nascita, come dice Doug Watt descrivendo questo periodo, è “quello che non si ricorda e non si dimentica”, ciò che esiste nel profondo e di cui non abbiamo memoria perché tutto è impresso nell’organismo come una storia che dall’invisibile ci muove tra resistenza, compensazione e negazione.


Nadia Fileccia, p. 16-17

venerdì 18 aprile 2025

Il nuovo Primo Respiro

 

A diversi modi di nascere corrispondono diverse modalità di approccio alla vita, così come ogni vita intrauterina anticipa un vissuto extrauterino.

Ovvero, dal primo all'ultimo respiro replichiamo ciò che abbiamo "sofferto" o meno nel grembo di nostra madre e a seguito del modo in cui ne siamo usciti.

Qualsiasi cambiamento in qualsiasi area della vita evoca quel dolore ignoto, ma persistente, vissuto prima di nascere.


Le autrici descrivono in maniera dettagliata e sorprendente come, quando e quanto tutto si ripeta senza la consapevolezza che siamo esseri divini in grado di riconoscere e di trasmutare qualsiasi aspetto dissonante della nostra esistenza, cogliendone i doni, per riuscire a vivere senza più sofferenza, ma solo e unicamente nella gratitudine e nella gioia di essere vivi e vitali.

Il libro, strutturato in tre parti, affronta la vita prenatale, neonatale e postnatale da un punto di vista astrologico (con Nadia Fileccia), psicologico, neurologico e di Rebirthing (con Nicoletta Ferroni), proponendo infine strumenti per risolvere casi di imprinting ancora dolorosi.


in vendita in libreria oppure qui:


https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il_primo_respiro.php?id=16128

venerdì 14 marzo 2025

Coscienza Cristica – Pratica, Trasformazione e Risveglio Spirituale (Terza parte)

Dopo aver esplorato il simbolismo nascosto nei testi sacri e il viaggio interiore dell’olio di Cristo, arriviamo ora alla parte più importante: la pratica. Tutta la conoscenza del mondo rimane sterile se non viene vissuta. Il risveglio della coscienza cristica non è solo un’idea affascinante: è un processo reale, concreto, che coinvolge il corpo, la mente e lo spirito. È una trasformazione che può essere sperimentata, mese dopo mese, attraverso la cura del proprio tempio interiore: il corpo.

Il ritmo del cielo: il seme mensile

Ogni mese, quando la luna si trova nel segno zodiacale in cui si trovava il Sole al momento della tua nascita, il corpo entra in una fase sacra. In quel momento, si dice che un seme spirituale venga piantato nel tuo plesso solare. Questo seme è la potenziale manifestazione del Cristo interiore, che può crescere ed essere elevato attraverso il canale della colonna vertebrale.

Questa finestra dura due giorni e mezzo. Durante questo breve periodo, puoi favorire il risveglio del seme e il viaggio dell’olio cristico. Come? Attraverso alcune scelte consapevoli:

  • Astinenza sessuale: evita in particolare l’eiaculazione, che disperde l’olio sacro e impedisce la sua risalita.
  • Dieta naturale e leggera: privilegia cibi freschi, vivi, vegetali. Evita carne rossa, cibi lavorati, zuccheri e sostanze artificiali.
  • Meditazione e respirazione profonda: anche solo 15-30 minuti al giorno di silenzio interiore possono aiutare a innalzare la vibrazione del corpo e facilitare la risalita dell’olio.
  • Mente positiva: osserva i tuoi pensieri, mantieni uno stato di pace, evita lo stress emotivo.
  • Attenzione ai sogni: durante questi giorni, il subconscio può rivelarti intuizioni importanti.

Dopo 72 ore, il seme può iniziare a salire. Questo processo, se ripetuto ogni mese per un anno intero, può portare a una cristallizzazione della coscienza: un vero risveglio spirituale, in cui il tuo essere si illumina, la ghiandola pineale si attiva e la tua percezione della realtà cambia radicalmente.

La risalita dell’olio e il risveglio del terzo occhio

Il fluido sacro risale lungo i nervi noti come Ida e Pingala, attraversando i sette chakra principali. Quando arriva nella parte alta della colonna vertebrale, si connette con il nervo vago – chiamato anche albero della vita – e attraversa il midollo allungato, il ponte, il mesencefalo.

Attraversa poi le due ghiandole sacre – pineale e pituitaria – e infine tocca il talamo ottico, la “luce del mondo”. Questo momento è chiamato la crocifissione: la morte dell’ego, della coscienza materiale, e la rinascita dello spirito. L’olio rimane inerte per due giorni e mezzo (come Cristo nel sepolcro), poi ascende alla ghiandola pineale, attivandola completamente.

Quando questo accade, milioni di cellule cerebrali dormienti si risvegliano. Il corpo inizia un processo di rigenerazione. Il sangue si purifica. La mente si apre a nuove comprensioni. La chiaroveggenza, l’intuizione e la pace interiore diventano esperienze dirette, non più concetti lontani.

Vita nuova, energia nuova

Trattenere l’olio non è repressione: è trasformazione. La sessualità diventa energia creativa, l’alimentazione diventa medicina, la mente diventa un canale. Tutti i sistemi del corpo vengono sostenuti e rafforzati. Il corpo stesso, se trattato con amore, può diventare un alleato nella tua evoluzione spirituale.

Secondo gli antichi insegnamenti, chi viveva in armonia con questo processo poteva vivere per centinaia di anni, mantenendo corpo e mente in uno stato elevato di vitalità. Non è una promessa magica, ma una testimonianza del potere che abbiamo dentro di noi quando lavoriamo con la natura invece che contro di essa.

                                   

Cristo dentro di te: la verità dimenticata

Molti cercano un salvatore esterno. Ma il vero segreto è questo: Cristo vive dentro di te. È il tuo potenziale divino, la tua coscienza superiore. Quando smetti di cercare fuori e inizi a guardare dentro, la trasformazione avviene.

La Bibbia, se letta con occhi spirituali, parla costantemente di questo processo interiore: la nascita del Cristo (il seme), la sua morte (la crocifissione del fluido nel cervello), la sua resurrezione (l’illuminazione), e infine la sua ascesa (l’unione con lo Spirito Santo nella ghiandola pineale). Non è una storia storica, è la mappa del tuo risveglio.

“Il Regno di Dio è dentro di voi.” (Luca 17:21)
“Io sono la luce del mondo.” (Giovanni 8:12)
“Se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce.” (Matteo 6:22)

Il tuo viaggio inizia ora

Non servono strumenti complicati. Solo consapevolezza, disciplina dolce, ascolto del proprio corpo. Inizia a osservare i cicli lunari, a scegliere il nutrimento giusto, a respirare con presenza. Fallo una volta al mese. Poi due. Poi tre. E osserva cosa cambia.

Non devi credere a nulla. Sperimenta. Questa conoscenza non ti chiede fede cieca, ma esperienza diretta. Una volta che sentirai dentro di te l’attivazione dell’energia, la tua verità diventerà chiara come la luce.

Il seme è dentro di te. L’olio sacro è pronto a risalire.
Il Cristo interiore aspetta solo te.

N.F.

www.nicolettaferroni.it

                                                             


sabato 15 febbraio 2025

Coscienza Cristica – Il Viaggio dell’Olio Sacro e la Crocifissione Interiore (Seconda parte)

Nel primo articolo abbiamo introdotto un concetto fondamentale: la coscienza cristica non è una dottrina, ma una realtà interiore, un potenziale che ogni essere umano porta dentro di sé. Abbiamo parlato del fluido sacro – chiamato Cristos – che origina nel cervello e discende lungo la colonna vertebrale fino al plesso sacrale, dove attende il momento perfetto per essere risvegliato e risalire verso la sede dello spirito.

In questo secondo passo del nostro viaggio, approfondiremo il significato del viaggio di ritorno dell’olio, e come questo movimento interno sia alla base di tutti i miti religiosi e spirituali che parlano di crocifissione, morte e resurrezione. In particolare, ci soffermeremo sul ruolo della colonna vertebrale, delle ghiandole pineale e pituitaria, e sull’antico simbolismo nascosto dietro la figura di Cristo.

Il ponte tra corpo e spirito

La spina dorsale non è solo un supporto fisico: è un condotto sacro che connette la parte più bassa e terrena del nostro corpo con la parte più elevata, dove risiede la coscienza superiore. Le 33 vertebre della colonna non sono casuali: esse rappresentano i gradini di una scala, proprio come i 33 anni della vita terrena di Cristo simboleggiano un percorso di ascensione spirituale.

Quando l’olio sacro viene “attivato” – cioè quando si verifica l’allineamento lunare con il nostro segno solare di nascita – il fluido può iniziare a risalire. Ma perché ciò accada, è necessario uno stile di vita che lo permetta: astensione da comportamenti che lo disperdono (come l’eiaculazione o lo stress cronico), alimentazione sana, pensieri puri, meditazione e consapevolezza del ciclo naturale.

Man mano che il fluido ascende, la sua frequenza vibrazionale aumenta. Raggiunge prima il cuore (chakra del cuore), poi la gola (chakra della comunicazione), e infine entra nella zona della testa, attraversando le aree cerebrali che, nei testi antichi, venivano chiamate “i cieli”.

Ida e Pingala – Il matrimonio sacro dentro di noi

Nel sistema dei chakra indiani, l’energia viaggia attraverso due canali principali: Ida (femminile, magnetico) e Pingala (maschile, elettrico). Questi corrispondono ai due nervi principali che scorrono lungo la spina dorsale, avvolgendosi intorno al canale centrale chiamato Sushumna.

La ghiandola pineale è associata al Pingala, al miele, alla luce dorata e alla carica positiva. La pituitaria (ipofisi) invece si lega a Ida, al latte, alla dolcezza e alla carica magnetica. Il fluido sacro, salendo, attraversa queste due ghiandole e dà vita a ciò che le antiche culture chiamavano il bambino interiore o il Cristo interiore.

Questa nascita non è un evento fisico, ma spirituale: è l’unione delle polarità dentro di noi. Come Maria e Giuseppe generano Gesù, così il maschile e il femminile energetico si uniscono per dare vita alla coscienza cristica.

La croce e la crocifissione: simboli di trasformazione

Quando l’olio sacro raggiunge la parte più alta della colonna vertebrale – attraversando le 33 vertebre – si verifica un evento simbolico chiamato crocifissione. Questa non è una sofferenza fisica, ma la trasformazione della coscienza. L’ego, la mente inferiore, l’identificazione con la materia vengono “crocifissi”, cioè lasciati andare.

Il fluido sacro arriva al talamo ottico, un punto centrale del cervello chiamato anche la “luce del mondo”. Qui rimane in uno stato di quiete per due giorni e mezzo: è la “morte apparente” del Cristo, che riposa nella tomba prima della resurrezione.

Il talamo è collegato alla ghiandola pineale, il nostro terzo occhio, la sede della visione interiore. Quando il fluido sacro tocca questa parte del cervello, avviene una vera e propria illuminazione: la coscienza si espande, milioni di cellule cerebrali finora dormienti si riattivano, e l’individuo sperimenta un livello di percezione completamente nuovo.

Questa è la vera resurrezione. Non riguarda un ritorno alla vita fisica, ma un risveglio della vita spirituale. È la rinascita della parte divina in noi, della scintilla eterna che abbiamo sempre portato dentro, ma che spesso dimentichiamo.

Il potere è dentro di te

Molti, ancora oggi, aspettano un salvatore esterno, un Cristo che torni fisicamente per redimere l’umanità. Ma il messaggio profondo, che attraversa i secoli e le religioni, è un altro: Cristo è dentro di te. È la tua coscienza superiore, la tua parte eterna. È il tuo vero Sé.

Nel prossimo articolo, esploreremo come attivare questo processo nella pratica, attraverso l’osservazione dei cicli lunari, la purificazione del corpo e della mente, e l’elevazione dell’olio sacro per sperimentare il risveglio spirituale e la rigenerazione fisica.

“Se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce.” (Matteo 6:22)

N.F.

www.nicolettaferroni.it





mercoledì 22 gennaio 2025

Coscienza Cristica – Il Segreto Nascosto nei Testi Sacri (Prima parte)

Sin dai tempi antichi, l’umanità ha cercato risposte ai grandi interrogativi dell’esistenza: chi siamo, da dove veniamo, qual è il nostro scopo. In ogni angolo del mondo, le antiche civiltà custodivano insegnamenti segreti, tramandati in forma simbolica e nascosti tra le righe di testi sacri, miti e parabole. Questi messaggi non erano destinati a tutti, ma solo a coloro che erano pronti a riceverli: chi possedeva occhi per vedere oltre l’apparenza, orecchie per ascoltare il non detto, e un cuore disposto a riconoscere la verità oltre la lettera.

Anche la Bibbia, uno dei testi più studiati e letti della storia umana, è intrisa di simbolismo e significati esoterici. Un esempio potente è contenuto in una frase spesso trascurata: “Cristo è in voi”. Se presa alla lettera, può sembrare un semplice messaggio spirituale. Ma se letta con occhi nuovi, diventa una chiave per accedere a un’antica verità: il tempio di Dio non è un luogo esterno, ma si trova dentro di noi. Più precisamente, dentro il nostro corpo.

Questa è la base su cui poggia l’intero concetto di coscienza cristica: una forza interiore, una scintilla divina presente in ogni essere umano, che può essere risvegliata attraverso un processo sacro e naturale, legato al corpo, alla mente e allo spirito. Nelle tradizioni esoteriche e mistiche, si parla di un fluido sacro, chiamato Cristos, che origina nel cervello. Questo fluido viaggia attraverso la colonna vertebrale fino al plesso sacrale, in attesa di essere attivato e risalire nuovamente verso il centro della coscienza.

Il corpo umano, in questo senso, è un microcosmo dell’universo. Ogni sua parte è collegata a un principio spirituale. La spina dorsale, con le sue 33 vertebre, è vista come una scala sacra. E il viaggio dell’olio sacro, dalla testa al sacro e poi nuovamente verso l’alto, rappresenta simbolicamente la discesa dell’anima nella materia e la sua successiva ascesa verso la luce. È un ciclo eterno di morte e rinascita, di incarnazione e trascendenza.

Non è un caso che la leggenda di Babbo Natale sia nata da questi concetti. Babbo Natale, che scende dal camino per portare doni, rappresenta allegoricamente il fluido sacro che scende dalla testa (il cielo) verso il plesso sacrale (la terra), portando in dono la possibilità della trasformazione interiore. Quando il fluido si attiva, e il “seme” spirituale viene piantato nel plesso solare, si apre un’opportunità mensile di risveglio.

Questo seme viene piantato ogni mese, in un momento preciso: quando la luna entra nel segno zodiacale in cui si trovava il Sole al momento della nostra nascita. Si tratta di una finestra sacra, della durata di due giorni e mezzo, durante la quale possiamo favorire la germinazione di questo seme attraverso la meditazione, il silenzio interiore, l’astinenza, la preghiera o la semplice consapevolezza.

L’attivazione della coscienza cristica non è un atto religioso in senso convenzionale. Non riguarda l’adesione a una dottrina o a una fede istituzionalizzata. È un processo interiore, profondamente personale, che riguarda la scoperta della nostra divinità innata. Cristo non è solo una figura storica: è un principio di coscienza superiore che può nascere e vivere in ciascuno di noi.

Il viaggio verso la coscienza cristica inizia con la consapevolezza che il Regno di Dio non è fuori, ma dentro di noi. Non bisogna cercarlo in un tempio esterno o in una salvezza promessa da qualcun altro. La salvezza è un processo di auto-realizzazione, un percorso di elevazione energetica e spirituale, che comincia nel corpo e si realizza nella coscienza.

Nel prossimo articolo, esploreremo nel dettaglio come avviene questo viaggio interiore, il ruolo delle ghiandole pineale e pituitaria, e il significato profondo della “croce” come simbolo del risveglio spirituale.

"Il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione. Né si dirà: ‘Eccolo qui’ o ‘Eccolo là’. Perché, ecco, il Regno di Dio è dentro di voi." (Luca 17:21)

N.F.

www.nicolettaferroni.it


mercoledì 16 ottobre 2024

Sessualità a 70-80 anni: la vibrazione dell’anima e la saggezza del corpo

Tra i 70 e gli 80 anni la sessualità assume una qualità completamente nuova. È la fase della vita in cui ogni gesto diventa essenziale, ogni contatto più prezioso, ogni abbraccio una benedizione. La spinta dell’istinto lascia spazio alla profondità dell’essere: l’amore non cerca più la forma, ma il senso.

La psicologia energetico-vibrazionale (vedi Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale – Vol I, II, III)  interpreta questa età come un periodo in cui la forza vitale tende ad espandersi verso i centri più alti: cuore, voce, intuizione, spiritualità. L’energia non è più concentrata nel movimento fisico, ma nella presenza, nell’intenzione, nella tenerezza.

Il corpo che rallenta, l’anima che si apre

A 70 anni il corpo non sempre segue i desideri, ma è ancora capace di piacere, emozione, contatto. La sessualità non scompare: si trasforma in intimità consapevole.
Il corpo maturo chiede calma, delicatezza, calore. Le sensazioni diventano più sottili ma anche più profonde: la pelle ricorda, il cuore si apre, la mente lascia andare.
La sessualità non è più un atto, ma un incontro. Non più un bisogno da soddisfare, ma una vibrazione da condividere.

In questa fase l’amore fisico spesso diventa un’estensione dell’affetto quotidiano: una mano che accarezza, una guancia che si appoggia, due respiri che si uniscono.

La meditazione come porta verso l’intimità spirituale

La meditazione acquista un valore immenso.
A quest’età la meditazione non serve solo a calmare la mente, ma a riconnettere energia e corpo (vedi Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale – Vol I, II, III), a sentirsi vivi nel profondo.




Un esercizio semplice e molto efficace è la meditazione del cuore lento:

  • seduti in un luogo tranquillo,
  • una mano sul petto e una sull’addome,
  • si respira lentamente immaginando che ogni inspirazione porti luce, e ogni espirazione diffonda calma.

Dopo alcuni minuti il corpo si rilassa, e l’energia inizia a fluire dolcemente. Questa pratica rende l’intimità più naturale, più morbida, più sentita.

Il respiro come linguaggio dell’amore maturo

Il respiro consapevole diventa il vero ponte tra due persone.
Anche quando la fisicità è limitata, è il respiro a creare unione, sincronizzazione, complicità.

La respirazione armonica di coppia è ideale per questa età:

  • seduti vicini,
  • ci si tiene per mano,
  • e si respira allo stesso ritmo.

Questa pratica, oltre a calmare il sistema nervoso, crea un’intimità profonda che non dipende dal corpo, ma dalla vibrazione condivisa.

Esercizi vibrazionali delicati per mantenere viva l’energia

Anche dopo i 70 anni, semplici esercizi vibrazionali possono risvegliare vitalità e piacere:

  • Mormorio vibrante: emettere un suono basso, come un “mmm” dolce e continuo, sentendo la vibrazione nel petto. Aiuta a sciogliere tensioni e ad aprire il cuore.
  • Micro-movimenti consapevoli: seduti o sdraiati, muovere il bacino in lievi onde, senza sforzo. Questo risveglia l’energia del radicamento in modo gentile.
  • Carezze energetiche: accarezzare la pelle senza pressione, solo con sfioramenti, percependo la vibrazione che si crea sotto le dita.

Questi gesti semplici alimentano l’energia sottile, rendono il corpo più ricettivo e aprono la porta a una sensualità nuova.

L’intimità come presenza e gratitudine

A 70-80 anni la sessualità diventa un atto di presenza, non di prestazione. L’amore è un incontro spirituale, un modo di dirsi: “Sono qui con te”.
Molte coppie scoprono una forma di erotismo più tenera e autentica, dove la bellezza non sta nel corpo giovane, ma nella verità del legame.

La psicologia energetico-vibrazionale insegna che l’energia sessuale è eterna: cambia ritmo, intensità e manifestazione, ma non si estingue. Si trasforma nella capacità di amare con gli occhi, con le mani, con il respiro, con la presenza.

A quest’età, la sessualità diventa spesso la vibrazione dell’anima, un modo per sentirsi vivi, uniti e profondamente umani.

 

sabato 7 settembre 2024

Sessualità a 60-70 anni: il tempo della tenerezza e della vibrazione sottile

A sessant’anni la vita sembra chiedere una nuova grammatica del sentire. Il corpo non risponde più con la rapidità di un tempo, ma si fa più saggio, più sensibile, più vero. La sessualità non scompare: cambia vibrazione. Diventa una lingua fatta di silenzi, sguardi, carezze lente. Non è più solo desiderio di possesso, ma bisogno di unione, di presenza, di dolcezza condivisa.

Nella visione della psicologia energetico-vibrazionale (vedi Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale – Vol I, II, III), ogni fase della vita corrisponde a un diverso livello di frequenza interiore. Dopo i 60 anni l’energia vitale non si concentra più nella forza fisica o nell’impulso ormonale, ma si sposta verso dimensioni più sottili: il cuore, la voce, la mente. È un’energia più calma ma non meno intensa, che si manifesta come calore, empatia, complicità.

Il corpo come strumento di saggezza

Il corpo maturo non è un corpo “meno”, ma un corpo che ha imparato. Porta le tracce di ogni esperienza, di ogni abbraccio, di ogni emozione. Ha attraversato fatiche e guarigioni, e ora chiede di essere ascoltato con rispetto.

In questa fase, la sessualità non può più essere slegata dalla cura: la cura di sé e dell’altro. L’atto erotico diventa un incontro consapevole, in cui la lentezza è una forma di attenzione e il piacere nasce dall’ascolto reciproco.

L’energia sessuale a 60-70 anni può essere più delicata, ma anche più spirituale. Si tratta di riconoscere che la vitalità non risiede solo nei muscoli, ma nel respiro, nel contatto, nella capacità di lasciarsi attraversare dalla vita.

La meditazione come alleata del corpo e dell’anima

La meditazione in questa età assume un ruolo centrale: aiuta a riconnettersi con la propria energia sottile e a liberare tensioni mentali o fisiche. Meditare significa creare spazio dentro di sé, un luogo di quiete dove riscoprire la propria intimità più profonda.

Un esercizio semplice consiste nel sedersi comodi, chiudere gli occhi e portare attenzione al respiro. Con ogni inspirazione si immagina di ricevere luce e calore; con ogni espirazione si lascia andare rigidità e pensieri. Dopo alcuni minuti, si può visualizzare una luce dorata che nasce dal cuore e si espande nel corpo, fino a circondare tutto l’essere.

Questo tipo di meditazione non solo rilassa, ma riaccende la connessione tra cuore e corpo, base di una sessualità autentica e vibrante.

Il respiro come filo invisibile dell’intimità

Il respiro resta il ponte tra corpo e spirito. A 60 anni imparare a respirare in modo pieno e lento aiuta a mantenere viva la vitalità interiore.

La respirazione consapevole calma la mente e rende il corpo più ricettivo. Un esercizio utile è la respirazione dell’unione: seduti di fronte al partner, ci si guarda negli occhi e si respira allo stesso ritmo, inspirando insieme e poi espirando lentamente. Dopo pochi minuti si percepisce una sensazione di connessione profonda, come se i due corpi vibrassero in un unico respiro.

Questo esercizio riporta la sessualità alla sua essenza: un incontro di energie, non solo di corpi. Il piacere non deriva più dalla tensione, ma dall’armonia.



Esercizi vibrazionali per mantenere viva l’energia

Anche a questa età, gli esercizi vibrazionali aiutano a mantenere la vitalità e la sensibilità. Sono pratiche semplici, dolci, che favoriscono il movimento energetico e l’apertura del cuore.

Vibrare con la voce: emettere suoni bassi e caldi (“OM”, “AAH”, “HU”) mentre si respira lentamente. Le vibrazioni sonore risvegliano il corpo e liberano il respiro.

Movimento del cuore: con gli occhi chiusi, portare una mano sul petto e una sull’addome, e oscillare lentamente avanti e indietro, seguendo il ritmo del respiro. Aiuta a riconnettere mente, corpo ed emozione.

Camminata consapevole: durante una passeggiata, sentire i piedi che toccano il suolo, il corpo che si muove in armonia, il vento sulla pelle. Anche questa è sessualità: contatto vivo con la vita.

L’intimità come preghiera del corpo

A 60-70 anni la sessualità diventa quasi una meditazione condivisa. È l’arte di ascoltare l’altro senza fretta, di abbandonarsi al ritmo naturale del cuore e del respiro.

Molte coppie scoprono che l’amore fisico, quando è accompagnato da presenza e delicatezza, diventa più intenso e profondo di quanto lo sia mai stato in passato. Non serve più la ricerca della prestazione: basta esserci, con autenticità.

La psicologia energetico-vibrazionale (vedi Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale – Vol I, II, III)  ci insegna che l’energia sessuale è la stessa che anima la vita stessa. Non finisce mai: muta forma, come una corrente che dal desiderio fisico si trasforma in calore del cuore, creatività, spiritualità, e amore per la vita.

In questa fase, la sessualità può diventare una preghiera del corpo, una danza lenta che celebra l’essere vivi. È la vibrazione più alta: quella della gratitudine.


venerdì 19 luglio 2024

Sessualità a 50-60 anni: energia che si trasforma, consapevolezza che fiorisce

La sessualità a 50-60 anni è un territorio nuovo, spesso sorprendente. È una fase della vita in cui si cambia pelle: il corpo rallenta, le priorità interiori si ridefiniscono, ma l’energia — se ascoltata e coltivata — non si spegne. Si trasforma.

Dopo i 50 anni la sessualità smette di essere una corsa e diventa un cammino. Un ritorno verso sé stessi, un dialogo tra anima e corpo che si fa più sottile, ma anche più autentico.

Secondo la psicologia energetico-vibrazionale (vedi Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale – Vol I, II, III) , ogni fase della vita corrisponde a una diversa frequenza del nostro campo energetico. A questa età l’energia vitale, che in gioventù era concentrata nella spinta verso l’esterno, comincia a risalire, a cercare equilibrio tra i centri più alti — cuore, gola, mente — e quelli più bassi. Non è una perdita di potenza, ma un raffinamento.
La sessualità diventa allora una forma di consapevolezza: un incontro tra vibrazioni, un abbraccio energetico che unisce intimità, affetto e presenza.

Il corpo che cambia, l’energia che insegna

Molti vivono i cambiamenti fisici di questa età — la menopausa, l’andropausa, la variazione ormonale — come una diminuzione del desiderio. Ma la prospettiva vibrazionale invita a leggere questi passaggi non come “fine”, bensì come trasformazione del linguaggio energetico del corpo.
La sensibilità si sposta: il piacere non è più solo genitale, ma si diffonde in tutto il corpo, attraverso il respiro, la pelle, il battito del cuore.
Quando si impara ad ascoltare queste vibrazioni sottili, l’esperienza intima diventa più lenta, più intensa e più profonda.

La meditazione come via di rinascita

Dopo i 50 anni, la meditazione diventa uno strumento di rigenerazione. Aiuta a riconnettersi con il corpo senza giudizio e a sciogliere la paura di “non essere più come prima”.
Una pratica semplice consiste nel sedersi in silenzio, chiudere gli occhi e visualizzare un flusso di luce dorata che parte dal cuore e si espande a ogni respiro. Questa luce rappresenta la propria energia vitale, sempre presente, anche quando il corpo cambia.
La meditazione regolare calma la mente, apre il cuore e rende più ricettivi al piacere.

Il respiro come ponte tra corpo ed energia

Il respiro è il filo invisibile che collega materia e spirito. In questa fascia d’età, imparare a respirare con consapevolezza significa mantenere vivo il contatto con la propria energia sessuale.
Un esercizio utile è la respirazione a onde: inspirare lentamente dal naso, immaginando l’aria che scende fino al bacino; poi espirare dalla bocca, sentendo l’energia risalire verso il petto e la testa. Questo flusso ascendente e discendente armonizza i centri energetici e dona un senso di pienezza.
Praticata in coppia, la respirazione sincronizzata diventa una danza di energia condivisa, un modo per riscoprire la fusione attraverso il respiro e lo sguardo.






Esercizi vibrazionali per rinnovare l’energia

La psicologia energetico-vibrazionale suggerisce piccoli rituali quotidiani per mantenere vivo il flusso vitale. Eccone alcuni:

  • Vibrare con il suono: emettere vocali profonde (“OM”, “A”, “U”) mentre si porta l’attenzione al petto e al bacino. Le vibrazioni sonore stimolano i centri energetici e favoriscono il rilascio di emozioni represse.
  • Auto-massaggio energetico: con movimenti lenti e circolari, toccare il corpo come gesto di riconoscenza, non di controllo. Questo rafforza il legame mente-corpo e risveglia la sensibilità.
  • Movimento consapevole: camminare lentamente o danzare con occhi chiusi, seguendo il ritmo del proprio respiro. È un modo per far circolare energia e riscoprire piacere nel semplice esserci.

Il piacere come presenza

A 50-60 anni la sessualità non è più una prova di vitalità, ma un atto di presenza e libertà. Si scopre che l’intimità può esistere anche senza il bisogno di “fare”, ma nel semplice “essere insieme”.
Il piacere nasce dalla calma, dalla fiducia, dal lasciarsi toccare dentro e fuori. È un’energia che illumina la vita, non solo la notte.

La psicologia energetico-vibrazionale (vedi Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale – Vol I, II, III) ci insegna che quando accogliamo il corpo con amore, la sua energia torna a fluire. Il desiderio allora non scompare: cambia forma. Diventa più morbido, più spirituale, più luminoso.
La sessualità a questa età non è meno intensa, ma più vera: una vibrazione che unisce anima e corpo in un abbraccio universale, dove il tempo non toglie, ma purifica.

 



martedì 18 giugno 2024

Sessualità a 40-50 anni: energia, consapevolezza e vibrazione interiore

La sessualità non è mai un fenomeno statico, ma un processo che evolve insieme alla persona. Nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 50 anni questo diventa particolarmente evidente: il corpo cambia, le priorità si trasformano, l’energia si muove in modo diverso. Se in gioventù l’erotismo è spesso dominato dall’impulso e dalla curiosità, a questa età la sessualità può assumere una dimensione più matura, profonda e consapevole.

La psicologia energetico-vibrazionale (vedi Il Grande libro di Medicina e psicologia energetico vibrazionale di Alfonso Guizzardi)) ci offre una chiave di lettura preziosa per comprendere questa fase della vita. Secondo questa prospettiva, la sessualità non è solo il risultato di meccanismi biologici o di desideri psicologici, ma un vero e proprio flusso energetico che attraversa tutto l’essere umano. Ogni incontro intimo è una danza di vibrazioni, un dialogo tra campi energetici che va oltre il semplice contatto fisico.

Un nuovo linguaggio del corpo

Intorno ai 40 anni l’organismo inizia a modificarsi: la risposta ormonale si fa meno immediata, il recupero è più lento, e spesso lo stress di lavoro e famiglia riduce la spontaneità del desiderio. Ma proprio qui si apre una possibilità straordinaria: trasformare la sessualità in un linguaggio di presenza e connessione, non più basato solo sulla performance ma sulla qualità del contatto.

La sessualità diventa allora occasione di ascolto profondo: riconoscere le sensazioni sottili, sintonizzarsi con il partner, accogliere le emozioni senza giudizio. La vibrazione energetica non riguarda soltanto i genitali, ma attraversa tutto il corpo: mani, respiro, sguardo, voce.

Il ruolo della meditazione

La meditazione può diventare uno strumento fondamentale per chi desidera vivere la sessualità in modo più pieno a questa età. Bastano pochi minuti al giorno di silenzio interiore per affinare l’ascolto e ridurre le tensioni accumulate. Meditare significa allenarsi a stare nel “qui e ora”: un atteggiamento che, trasportato nell’intimità, permette di gustare ogni sensazione con maggiore intensità.

Un semplice esercizio meditativo consiste nel sedersi comodamente, chiudere gli occhi e portare l’attenzione al corpo. Sentire il respiro che entra ed esce, percepire il battito del cuore, osservare i pensieri senza trattenerli. Con la pratica regolare, aumenta la consapevolezza e diminuisce l’ansia da prestazione, favorendo una sessualità più fluida e autentica.

Respirazione ed energia vitale

La respirazione è uno dei canali principali attraverso cui l’energia sessuale si muove. Quando respiriamo in modo superficiale, l’energia rimane bloccata nella parte bassa del corpo; quando invece respiriamo profondamente e consapevolmente, l’energia può salire e fluire.

Un esercizio utile è la respirazione circolare vibrazionale: sdraiati, con gli occhi chiusi, si inspira lentamente dal naso portando l’aria fino al basso ventre, poi si espira dalla bocca emettendo un suono vibrante, come un leggero “mmm” o “aaa”. Questo permette di sciogliere le tensioni, stimolare il diaframma e risvegliare la vitalità. Con la pratica, il corpo si scalda, l’energia si espande e la sessualità si nutre di un senso di vitalità nuova.




Esercizi vibrazionali per il corpo

Accanto alla meditazione e al respiro, gli esercizi vibrazionali aiutano a risvegliare il corpo e renderlo più sensibile. Possono essere pratiche semplici, da fare anche da soli, per riconnettersi alla propria energia:

Oscillazione consapevole: in piedi, a piedi nudi, ci si lascia dondolare dolcemente avanti e indietro, percependo come il peso passa dai talloni alla punta dei piedi. Questo movimento stimola il radicamento e aumenta la percezione del corpo.

Suoni del corpo: emettere vocali prolungate (“A”, “O”, “U”) mentre si respira profondamente. Le vibrazioni sonore massaggiano internamente e favoriscono il rilascio di blocchi emozionali.

Movimento libero: lasciare che il corpo si muova spontaneamente seguendo la musica o il ritmo del respiro. Questo aiuta a liberare tensioni e ad aprirsi alla spontaneità, qualità essenziale nell’incontro sessuale.

La fiamma che non si spegne

La sessualità a 40-50 anni non è un tramonto, ma un nuovo inizio. Non ha più i toni impetuosi della giovinezza, ma può diventare una fiamma costante che scalda e illumina. La chiave sta nel portare attenzione, presenza e cura all’energia che ci attraversa.

La psicologia energetico-vibrazionale ci ricorda che ogni gesto, ogni respiro e ogni sguardo sono vibrazioni che possiamo condividere. La maturità offre l’opportunità di vivere la sessualità come un atto sacro: un incontro in cui corpo, mente ed energia si fondono in un’unica danza.

In questa prospettiva, l’amore non è più solo desiderio, ma cammino di consapevolezza: un viaggio che continua a rinnovarsi, alimentato dalla forza del respiro, dal calore della presenza e dal coraggio di lasciarsi vibrare insieme.


mercoledì 8 maggio 2024

La sessualità tra i 30 e i 40 anni da una prospettiva energetico-vibrazionale

Tra i 30 e i 40 anni, la sessualità non è più solo una questione di impulso fisico: si configura come una dimensione complessa, in cui si intrecciano consapevolezza corporea, maturità psicologica e qualità dell’energia vitale. In questa fase, il soggetto affronta sfide legate alla relazione di coppia, al lavoro e alle responsabilità familiari, che impattano profondamente sulla sua energia sessuale.

Secondo Alfonso Guizzardi, «il modello della psicoanalisi energetico-vibrazionale può essere rappresentato graficamente con l’immagine del nodo a trifoglio. Dove Corpo, Psiche e Campi energetici si intersecano in canali, porte, luoghi, punti o nodi» Il Giardino dei Libri. Questo nodo a trifoglio descrive l’essere umano come un sistema integrato in cui la sessualità riflette non solo l’armonia psicofisica, ma anche l’equilibrio energetico.

1. Energia sessuale come dinamica vitale

Guizzardi sostiene che la vita pulsa secondo dinamiche contrattive-espansive, centrifughe e centripete: queste tensioni non riguardano solo il corpo, ma travalicano ogni livello dell'essere Il Giardino dei Libri. In età adulta, tra i 30 e i 40 anni, l’energia sessuale può esprimersi nel suo potere creativo e rigenerativo oppure bloccarsi, generando disarmonia, insoddisfazione o calo della libido.

In termini psicologico-vibrazionali, alimentare l’energia sessuale significa permettere un flusso armonico tra i livelli interconnessi del sé – fisico, emozionale e energetico.

2. Consapevolezza relazionale e campo condiviso

La sessualità matura non è solo un atto individuale, ma un processo in cui i campi energetici dei partner si intrecciano. Emozioni come amore, fiducia e gioia generano frequenze armoniche, fondamentali per il desiderio e l’intimità. Al contrario, stress, ansia o risentimento producono frequenze dissonanti, in grado di ostacolare la connessione.

L’approccio di Guizzardi invita a considerare l’atto sessuale non solo come esperienza corporea, ma come campo energetico condiviso che necessita di equilibrio e consapevolezza.

3. Stress come ostacolo energetico

Nel decennio tra 30 e 40 anni, la quotidianità è spesso segnata da ritmi intensi e responsabilità elevate. Lo stress agisce come una contrazione energetica, riducendo la vitalità, il desiderio e la capacità di abbandonarsi al piacere. Una contrazione che si riflette su tutti i livelli: muscolare, psichico ed energetico.

Guizzardi sottolinea l’importanza di pratiche integrate come la respirazione consapevole e il movimento energetico (es. BreathBalance, che coesiste nella sua opera) per riattivare il flusso vitale e ristabilire armonia interna Il Giardino dei Libri.

4. La coscienza come creazione della realtà

L’autore riprende anche spunti dalla moderna fisica quantistica e dalla saggezza orientale: «l’individuo, attraverso l’atto di coscienza, crea veramente la ‘realtà’, e che dunque il rapporto fra l’uno e l’altra non ha soluzione di continuità» Il Giardino dei Libri. In altre parole, la consapevolezza e l’intenzione plasmano la qualità dell’esperienza sessuale, conferendole potere trasformativo.

5. Sessualità come percorso di integrazione

Questa fase della vita può rendere la sessualità una via di crescita interiore e trasformazione. Non si tratta solo di piacere, ma di un equilibrio dinamico attraverso cui il corpo, la mente e l’energia dialogano in modo coerente.




L’approccio energetico-vibrazionale suggerisce di:

ascoltare i segnali del corpo,

trasformare le emozioni disarmoniche,

sviluppare comunicazione autentica nella coppia,

coltivare momenti di connessione consapevole con pratiche energetici, respiratorie o meditative.

Tali momenti diventano meditazioni attive, in cui il piacere diviene strumento di equilibrio e guarigione.

________________________________________

Conclusione

La sessualità tra i 30 e i 40 anni, vista attraverso la lente della psicologia energetico-vibrazionale emerge come un’esperienza profondamente integrata, che coinvolge corpo, mente, emozioni e campo energetico. L’energia sessuale, se libera ed equilibrata, rivela la capacità dell’individuo di creare benessere, connessione e trasformazione interiore in questa fase cruciale della vita.


sabato 13 aprile 2024

La Vita Affettiva e la Sessualità dai 20 ai 30 anni: UN VIAGGIO TRA SCOPERTA E CONSAPEVOLEZZA

I vent’anni sono spesso raccontati come l’età della libertà assoluta. In parte è vero: si sperimenta, si esplora, si cerca di capire chi siamo e cosa vogliamo. Ma la verità è che, sul piano affettivo e sessuale, questi anni sono anche un periodo delicato, fatto di entusiasmi ma anche di dubbi e paure.

Secondo la psicologa dello sviluppo Laura Bianchi, “la sessualità tra i 20 e i 30 anni non è solo un fatto biologico: è un linguaggio che racconta come ci percepiamo e come vogliamo essere visti”. E in effetti, i legami che costruiamo in questa fase hanno un forte impatto sulla nostra autostima e sulla fiducia negli altri.

Nel suo libro “La goccia nell’Oceano” Alfonso Guizzardi ci parla dell’amore come un proprio rimedio interiore. In una relazione vissuta tra i 20 e i 30 anni, questa visione invita a vedere ogni incontro come occasione di guarigione e crescita, non solo come esperienza di piacere o complicità.



L’esplorazione e la ricerca di identità

Nei primi anni vent’anni, la vita sentimentale è spesso segnata dal desiderio di esplorare. Ci si affaccia a storie più o meno stabili, si prova a capire cosa significhi davvero amare, e a distinguere tra attrazione fisica e connessione emotiva.

“Ogni relazione, anche breve, può essere un atto di cura: un invito alla crescita personale e alla scoperta di sé” – Alfonso Guizzardi “Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico-Vibrazionale, Vol I”

Libertà e responsabilità

A differenza dell’adolescenza, qui le scelte affettive e sessuali iniziano ad avere un peso diverso. La libertà diventa più ampia, ma anche la responsabilità cresce: protezione, consenso, rispetto dell’altro sono temi che entrano a pieno titolo nella vita quotidiana.

Non è raro che in questa fase emergano ansie legate alla prestazione o timori di non essere “abbastanza”. I modelli irrealistici trasmessi dai social e dal web possono accentuare la pressione. Per questo, ricordano gli psicologi, parlare apertamente col partner e normalizzare le proprie fragilità è fondamentale.


L’intimità nell’era digitale

Oggi, una parte importante delle relazioni nasce online. App di incontri e social network hanno cambiato il modo di conoscersi, rendendo tutto più veloce e accessibile. Ma non sempre più semplice.

“Un respiro lento e centrato apra la porta all’intimità autentica, contribuendo a ridurre ansie da prestazione e a vivere il piacere senza giudizio” Alfonso Guizzardi  - “BreathBalance”

Dai 25 ai 30: tra progettualità e nuove sfide

Con l’avvicinarsi dei 30 anni, per molti giovani cambia la prospettiva. Alcuni iniziano a desiderare una maggiore stabilità: una convivenza, un matrimonio, un progetto di vita comune. Per altri, invece, resta la voglia di mantenere aperte le possibilità.

In entrambe le scelte non c’è nulla di giusto o sbagliato. Ciò che conta, sottolineano gli psicologi, è che le decisioni non vengano prese per pressione sociale o per paura di rimanere soli, ma in sintonia con i propri desideri autentici.


Accettare le fragilità

Nonostante i passi avanti nella comunicazione e nell’educazione affettiva, restano difficoltà comuni: ansia, gelosia, confronto con gli altri, precarietà lavorativa che mina la serenità di coppia. In questi momenti, può aiutare ricordare che la perfezione non esiste.

Come afferma Marta Ricci, “una relazione sana non è quella senza conflitti, ma quella in cui i conflitti vengono affrontati con rispetto e apertura. Imparare a chiedere, ascoltare e concedere spazio è parte integrante della crescita affettiva e sessuale”.


Conclusione

La vita affettiva e la sessualità dai 20 ai 30 anni non seguono un copione unico: c’è chi trova presto un amore duraturo e chi vive una lunga fase di esplorazioni; chi desidera stabilità e chi preferisce la libertà.

Quello che accomuna tutti, però, è la ricerca di autenticità: imparare ad accettare se stessi, a rispettare i propri limiti e a costruire legami basati sulla fiducia reciproca.

In fondo, più che di perfezione, questo decennio parla di consapevolezza: quella che si costruisce passo dopo passo, incontro dopo incontro.


mercoledì 6 marzo 2024

Love Must Go On (Chiusura di un capitolo di Vita con la pubblicazione di "La Goccia nell'Oceano")

Il libro post mortem di Alfonso Guizzardi appena uscito, LA GOCCIA NELL'OCEANO, segna per me la fine definitiva di un'epoca in cui sono stata chi ero, perché rappresenta il completamento consapevole di una relazione matrimoniale, ma anche l'inizio di una nuova ME, che sta andando nel mondo ormai da più di 13 mesi senza più la stessa ME che ero con lui.

Mi sto aprendo, mi sono aperta, a nuove esperienze, persone, relazioni, che non avrei manifestato se lui fosse ancora incarnato. E ricordo anche che lui stesso me l'aveva preannunciato prima di fluire dal corpo. E sono molto grata a TUTTO, a TUTTI, per tanta abbondanza.

Presento LA GOCCIA NELL'OCEANO alla Feltrinelli di Terni il 14 aprile 2024, a Roma a Sala Margana il 17 maggio, a Trieste alla Libreria Minerva il 9 ottobre 2024. E, pare, anche a Milano. E naturalmente on line sui social.

Desidero anticipare in primis a me stessa che la Nicoletta Ferroni che presenterà "La Goccia nell'Oceano", non sarà la (ex moglie) vedova di Alfonso Guizzardi, ma la collega con cui hanno costruito tanto per gli altri, in 25 anni insieme.  E che solo con la sua morte può espandere certi messaggi contenuti all'interno di questo libro. Mi ha nominata erede universale di Tutto. Anche dell'Amore con cui mi ha amata tutta la vita. E in nome di quell'Amore, continuo a seminare e raccogliere Amore, ovunque,  anche grazie a questo libro.

La vita continua; tutto si trasforma - anche il dolore. Conservo di noi due la memoria di numerose peripezie compiute, la maggior parte delle quali al servizio del prossimo (e troverete nel libro anche la mia testimonianza....preparate i fazzoletti oltre i pop corn....quando la leggerete).

Colui che fu Alfonso laddove sta in luminosi mondi invisibili mi/ci benedice per il lavoro completato. A me, come a tutti i suoi amati pazienti, rassicura che "possiamo andare nel mondo sulle nostre gambe, con gli occhi all'orizzonte." E chi lo conosceva bene conosce altrettanto bene questa sua frase. Oggi aggiungerebbe: "con tanta Pace nel Cuore."

Si dice che, quando se ne vanno, rimangono nei nostri cuori. Ed è vero, ma è anche vero che l'Amore è infinito come lo spazio dei nostri cuori. C'è posto per Tutto!

Grazie profondamente a Tutti per avermi fatto sentire amata in ogni istante di questi mesi senza di lui.

LOVE MUST GO ON!

Nicoletta Ferroni


giovedì 29 febbraio 2024

Non vorrei, ma vorrei...e invece Sì lo Voglio! (cosa significa il libro "La Goccia nell'Oceano" di Alfonso Guizzardi)

Ogni volta che pubblico qualche anteprima al libro post mortem di Alfonso ancora mi chiedo come ho fatto e perché l'ho fatto. Ovvero che cosa mi ha animata a pubblicargli un libro che aveva lasciato incompleto.

Noi due avevamo un modo assolutamente diverso di scrivere e di concepire un libro. Infatti gli unici 2 che abbiamo scritto insieme (IL DIGIUNO CONSAPEVOLE e BREATHBALANCE) sono stati anche oggetto di non poche discussioni, perché entrambi avevamo una visione diametralmente opposta di come diffondere certe conoscenze.

Io passavo e passo sempre per la via più breve in cui prevale il mio desiderio di pubblicare con parole semplici conoscenze magari già diffuse, ma con qualcosina di mio, secondo la visione che ne ho tratto negli anni, nel mio lavoro con il Basso, con l'Alto e con il Mezzo.

Lui aveva una mente molto mercuriana, per cui non scriveva, né pensava, né diceva nulla che non fosse stato appurato da ore e ore di ricerche.

Insomma, eravamo opposti nei ragionamenti e nelle creazioni. E spesso si alterava quando rileggeva qualcosa che avevo scritto pubblicamente su cui secondo lui non avevo prove. Ma da parte mia non mi offendevo perché le prove per me esistono soprattutto in quello che sento con il Cuore.

Poco prima che se ne andasse gli chiedevo spesso quali erano i suoi intenti per il nuovo anno. Mi rispondeva,  sempre con meno voce, in modo astratto con la frase: "Aiutare gli Altri." E a questa risposta incalzavo con. "Sì Ok, ma al livello pratico in che senso? Che vorresti fare?"

"Scrivere libri, a cominciare da quello che ho già cominciato." Poi la sua seconda risposta era una delle sue più grandi passioni: "Viaggiare." E completare questo libro è stato per tutti noi veramente un Viaggio dentro noi stessi.

Appena trapassato, nel bel mezzo della disperazione, seppure contenuta con lucidità, considerate le incombenze pratiche che avevo da affrontare, una sera cercando dei documenti, trovai la sua agenda del 2022 con un foglio con su scritto tutto quello che si era prefissato per il 2023. In primis: finire il libro LA GOCCIA NELL'OCEANO, a cui aveva già dato un titolo.

Ricordo che scoppiai in un pianto irrefrenabile. Mi calmai solo al pensiero che glielo avrei finito io, a modo mio. Poi tutte le questioni che aveva lasciato sospese nella materia mi presero parecchio tempo, ma mai allontanavo il pensiero di quel benedetto libro incompleto.

Erano giorni in cui alternavo rabbia a disappunto, stanchezza a dolore, immenso dolore. E nel contempo mi ritrovavo a calmare e confortare non pochi suoi pazienti che mi cercavano per essere consolati. Trovavo alquanto incoerente il mio ruolo, così una sera decisi di convocarli tutti su zoom e gli proposi questo: "Invece di starci a disperare, facciamo qualcosa di utile e catartico. Scrivetemi una testimonianza di come vi siete sentiti aiutati dalla terapia con Alfonso Guizzardi. Poi provvederò a scrivere e correggere il resto." Quasi tutti mi dissero di Sì e man mano circa tre, quattro, testimonianze al mese mi arrivavano. Le leggevo, piangevo regolarmente e le archiviavo nella cartella sul mio pc intitolata Libro di Alfonso.

Nel frattempo il dilemma più grande era sottoporre a qualcuno di competente le 50 pagine word del file scritto da lui. Non avrei mai osato farlo io. Parlava di Uno, Dio, Amore, ma dalla visione della sua Psicanalisi energetico vibrazionale. Scelsi la sua psicanalista storica, Marina Pompei, che accettò volentieri. Lo rilesse e corresse in pochi giorni ma non mi aggiunse una parte molto importante che lui avrebbe voluto scrivere su Rogers, come si evinceva da una pagina vuota con su scritto Empatia terapeutica: C. Rogers....

Non me la sentivo di mettermi a studiare Rogers, sapendone ben poco. Ma lasciai sospesa quella pagina. Nel frattempo mi occupavo delle testimonianze che continuavano ad arrivare abbondanti di fede e lacrime.

Una arrivò nelle vesti di una testimonianza, di ben 12 pagine, rispetto alle altre che non superavano le 2/3 pagine. Era scritta da Alessandra Sangermano di Trieste, colei con cui aveva condiviso nelle ultime settimane i passi di Cristo.


Alfonso era un lettore vorace di tutto, ma non aveva mai letto il Vangelo. Solo nell'ultimo mese si era affidato alla preghiera a Maria perché sentiva che attraverso di Lei avrebbe sanato gli ultimi attriti con tutto ciò che per lui rappresentava non aver seminato abbastanza Luce e Lucidità nella propria e altrui vita.

Il suo intento vitale era risvegliare gli altri dalla menzogna e con il Covid Show aveva fatto di tutto, ma rivolgersi al Cristo e alla Madre fu quantomai fuori programma anche per me, che gliene avevo viste far tante in 25 anni insieme. Così questa lunga testimonianza di Alessandra è divenuta il capitolo che unisce la parte da lui stesso scritta alle toccanti testimonianze: "Alfonso:  Ponte tra Cielo e Terra" in cui esce fuori un Alfonso mistico, alla ricerca del Maestro che aveva servito in altre epoche. E i messaggi whattsapp tra lui e Alessandra nella loro chat mi confermavano quanto lei scriveva in queste righe. Si condividevano frasi del Vangelo, che, ripeto, Alfonso non aveva letto.

Nel frattempo ebbi un'intuizione riguardo la parte dedicata a Carl Rogers: rivolgermi a Cristina Bertinelli, che era stata a contatto professionale con Alfonso, quando lui era stato suo Tutor Psicologo....e poi....e poi...pian piano il libro prendeva forma.

Nel frattempo nasceva una prefazione firmata da Davide Da Dio, che non esiste, se non come pseudonimo che Alfonso si dava negli ultimi anni di vita, quando alcuni terapeuti gli consigliavano di cambiarsi nome di battesimo...e in questa prefazione lo spiego...anche perché l'ho scritta io, pur firmandomi Davide Da Dio. Segue poi un'introduzione in cui invece mi sono firmata. E delle Conclusioni firmate da me nelle vesti dell'Amore Immortale, per cui si comprende il sottotitolo del libro: "Vita, Morte e Miracoli con l'Amore Immortale."

E infine il libro vedeva la Luce con delle immagini evocative dell'unico e indubitabile "filo" conduttore che tiene uniti tutti al di là di spazio e tempo, in tutte le dimensioni visibili e invisibili: l'UNO.

Ma un ostacolo finale tratteneva il completamento dell'opera. La copertina in cui avevo voluto l'immagine del Molo Audace a Trieste, perché là avevo donato al vento e all'acqua la sua "polvere di stelle".  Per qualche mistero editoriale, la copertina era bloccata. Finché un giorno una persona di Trieste, a me molto cara, mi dona un'ispirazione e nel giro di qualche ora nasce anche la copertina.

"A che serve questo libro? Aiuterà le persone che lo leggeranno? Potrà dare sollievo a chi soffre?" si chiederebbe lui.

"Certo è che me l'avete scritto in modo un po' raffazzonato", forse ci direbbe se ancora fosse vivo con quei suoi 4 pianeti in Vergine (e ho detto tutto!), ma grazie a Dio la Luna in Ariete gli dava quell'Audacia che abbiamo tutti incarnato nel fare di un collage di pagine un libro pieno d'Amore, Tenerezza, Morbidezza, Sensibilità, quelle virtù che da vivo esprimeva con i suoi Marte e Venere in Cancro.

E comunque a parte gli astri sotto cui era nato il 27.8.1964, della sua vita abbiamo immortalato ciò che l'ha tenuto vivo fino al 25.1.2023: il suo servizio all'Altro da Sé. 

Perché "poi alla fine vale solo quanto abbiamo amato"....ha detto e scritto fino alla fine, fino al suo nuovo inizio. E dall'Alto in cui risiede, a me e a tutte le persone amate, continua a dire solo questo: AMA, AMA, AMA, e fatti AMARE!

Grazie immense a tutti voi che mi avete sostenuta in questa opera, che è stata per me la terapia più profonda che ho fatto nel 2023 per riuscire a "rimettermi in piedi sulle mie gambe per andare nel mondo". E pure 'sta frase sarebbe sua!

Nicoletta Ferroni

mercoledì 14 febbraio 2024

La Goccia nell'Oceano, il libro post-mortem di Alfonso Guizzardi (Conclusioni)

(...)

Poiché l’apparato sensoriale dell’essere umano è limitato e quindi inadeguato a permettere di percepire la realtà al suo livello più profondo,  l’idea della morte come fine definitiva è insopportabile, perché la morte è impossibile. Non si può morire.

L’anima che trapassa non è il corpo. E’ la vita stessa. Non è materica ma spirituale. E diversamente dal corpo psico-fisico non si ammala.

Negli ultimi mesi di vita incarnata Alfonso si dedicava a profondissimi stati meditativi per cogliere quella sottile percezione di eternità della “Goccia nell’Oceano” che  non sempre riusciamo a cogliere nella frenesia della quotidianità.



Solo cambiando atteggiamento mentale ed emozionale, si approda alla certezza che non esiste mai la separazione a nessun livello, se non a occhi limitati a vedere ciò che credono di vedere. Fino all’apparizione dell’Eternità del Tutto.

Qualche giorno prima di fluire dal corpo fisico chiese ai medici quanto gli rimanesse ancora. Gli dissero: pochi giorni, forse ore. Lui cambiò gli ultimi paradigmi e insieme alla sua amata allungarono ancora i tempi di disincarnazione. Con sofferenza, ma con determinazione. D’altronde sin dalla nascita aveva avuto diverse occasioni in cui stava perdendo la vita: per malattie o per incidenti. Era esperto.

Chiunque di voi l’ha conosciuto sa che il Guizzardi era un audace rivoluzionario a caccia delle menzogne con cui l’umanità è stata irretita nei secoli dei secoli. Ma la sua funzione non era stata solo quella di andare incontro alla massa dormiente perché divenisse Massa Critica. Il suo intento era che divenisse Massa CriStica! 

(...) 

L'Amore immortale



Apri una porta su un nuovo lavoro

Apri una porta su un nuovo lavoro
www.jooble-it.com