venerdì 26 giugno 2026

Aura-Soma® e il Viaggio di Andata e Ritorno

Ci sono viaggi che sembrano portarci lontano.

Lontano da ciò che conosciamo.

Lontano dalle nostre certezze.

Lontano dall’immagine che avevamo di noi stessi.

Eppure, a volte, proprio quel viaggio verso l’esterno diventa il modo più profondo per tornare dentro.

Aura-Soma® ci accompagna esattamente in questo movimento: un viaggio di andata e ritorno tra ciò che siamo, ciò che abbiamo dimenticato di essere e ciò che siamo pronti a incarnare con maggiore consapevolezza.

Il viaggio di andata: uscire da sé per riconoscersi

Il viaggio di andata è quello che compiamo ogni volta che ci confrontiamo con la vita.

Le relazioni, le esperienze, le sfide, le ferite, le scelte, gli incontri e perfino gli ostacoli diventano specchi. A volte luminosi, altre volte scomodi. Ma sempre portatori di un messaggio.

In Aura-Soma®, il colore ci parla proprio attraverso questi specchi.

Le Equilibrium che scegliamo non sono mai casuali. Raccontano qualcosa della nostra anima, del nostro percorso, delle qualità che portiamo e delle parti di noi che chiedono ascolto.

Il colore diventa una mappa sottile.

Non impone una direzione.

Non giudica.

Non spinge.

Semplicemente illumina.

E così, nel viaggio di andata, possiamo incontrare parti di noi che avevamo lasciato indietro: il coraggio, la fiducia, la gioia, la creatività, l’amore, il bisogno di protezione, la capacità di lasciar andare.

Perdersi non è sempre smarrirsi

Molte volte pensiamo che perdere la strada significhi fallire.

Ma nel linguaggio dell’anima, perdersi può essere una forma di rivelazione.

Quando la vita ci porta lontano da ciò che avevamo immaginato, può accadere qualcosa di prezioso: iniziamo a vedere cosa non ci appartiene più.

Vecchi ruoli.

Vecchie paure.

Vecchie aspettative.

Vecchie fedeltà invisibili.

Aura-Soma® ci aiuta a osservare questi passaggi non come errori, ma come soglie.

Ogni colore può diventare una porta.

Ogni bottiglia una domanda.

Ogni scelta un invito a ricordare.

Il viaggio di ritorno: tornare alla propria verità

Se il viaggio di andata ci porta nel mondo, il viaggio di ritorno ci riporta alla nostra essenza.

Ma non torniamo mai uguali a prima.

Torniamo con più esperienza.

Con più consapevolezza.

Con più verità nel corpo.

Con più capacità di distinguere ciò che nutre da ciò che consuma.

Il ritorno non è una regressione. È un’integrazione.

È il momento in cui ciò che abbiamo vissuto fuori trova un senso dentro. È quando comprendiamo che ogni esperienza, anche quella più faticosa, può diventare materiale di trasformazione.

Aura-Soma® sostiene questo ritorno attraverso il colore, la luce e la vibrazione. Ci ricorda che la guarigione non è diventare qualcun altro, ma permettere a ciò che siamo davvero di riemergere.


Andata e ritorno: il respiro dell’anima

In fondo, tutta la vita si muove così.

Inspirazione ed espirazione.

Espansione e raccoglimento.

Esperienza e comprensione.

Partenza e ritorno.

Anche il lavoro con Aura-Soma® segue questo ritmo.

Scegliamo un colore, lo incontriamo, lo portiamo nella nostra quotidianità, lasciamo che lavori con noi. Poi qualcosa cambia. Una percezione si apre. Un nodo si scioglie. Una parte di noi si fa più chiara.

Per calcolare il viaggio di ritorno a un numero che scegliamo come equilibrium sommiamo la n.78 (La bottiglia della transizione: viola su magenta profondo, la prima creata dopo la dipartita di Vicky Wall, quando Mike Booth prese le redini dell'Accademia di Aura-Soma.)

Per esempio: 1-79/2-80/3-81/ 4-82 e così via ad eccezione della 0 il cui viaggio di ritorno è la 22. Perché? 

Perché in Aura-Soma, le bottiglie Equilbrium seguono un percorso di crescita basato sui Tarocchi.

Il viaggio di andata va dalla bottiglia 0 alla 21 e si collega ai 22 Arcani Maggiori. Il viaggio di ritorno della bottiglia 0 corrisponde alla bottiglia 22 (ovvero il ritorno del Matto che ha fatto esperienza.)
Ovvero il Matto compie un ciclo completo in queste fasi:
*Inizio: il viaggio comincia con la bottiglia 0, che rappresenta l'anima pura e il potenziale illimitato
*Ciclo: nel viaggio di andata attraversa tutte le altre esperienze dellavita (dalla bottiglia 1 alla 21)
*Ritorno: alla fine del percorso, il Matto torna al suo punto di partezna ma con nuova consapevolezza.

E allora il viaggio ricomincia, ma da un punto più autentico.

Non si tratta di arrivare una volta per tutte.

Si tratta di abitare il cammino.

Tornare a casa dentro di sé

Il vero ritorno non è verso un luogo esterno.

È tornare a casa dentro di sé.

È riconoscere la propria luce anche dopo aver attraversato zone d’ombra.

È sentire che non tutto ciò che abbiamo vissuto ci ha allontanato da noi. A volte ci ha solo preparato a incontrarci con più profondità.

Aura-Soma® ci invita a questo: a non temere il viaggio, a non rifiutare le tappe, a non giudicare i passaggi intermedi.

Perché ogni colore scelto, ogni emozione ascoltata, ogni consapevolezza accolta può diventare parte di un ritorno più grande.

Un ritorno all’anima.

Un ritorno alla presenza.

Un ritorno all’amore che siamo venuti a incarnare.



Conclusione

Aura-Soma® e il Viaggio di Andata e Ritorno ci ricordano che non siamo mai davvero lontani da noi stessi.

A volte siamo solo in cammino.

E il colore, come una piccola lanterna interiore, ci accompagna nel passaggio: ci mostra dove siamo, cosa stiamo attraversando e quale parte di noi sta chiedendo di essere finalmente riconosciuta.

Perché ogni viaggio autentico, alla fine, non ci porta altrove.

Ci riporta a casa.

Per consulenze Aura-Soma®® visita il mio sito web www.nicolettaferroni.it





sabato 23 maggio 2026

Aura-Soma® e Numerologia

 Aura-Soma® e Numerologia: quando colori e numeri raccontano il cammino dell’anima

Ci sono linguaggi che non parlano attraverso le parole, ma attraverso simboli, vibrazioni, intuizioni. Aura-Soma® e numerologia appartengono proprio a questa famiglia di saperi sottili: due mondi apparentemente diversi, ma profondamente connessi nel modo in cui aiutano la persona a leggere sé stessa, il proprio momento di vita e il proprio potenziale evolutivo.

Aura-Soma® lavora attraverso il colore. La numerologia lavora attraverso il numero.
Ma colore e numero, in fondo, sono entrambi codici. Sono chiavi. Sono porte simboliche che permettono di osservare la realtà interiore da una prospettiva più ampia.

Il colore come specchio dell’anima

Nel sistema Aura-Soma®, la persona sceglie alcune bottiglie colorate, chiamate Equilibrium, lasciandosi guidare dall’attrazione spontanea verso determinati colori. Questa scelta non è casuale: i colori che ci attirano possono riflettere qualità interiori, talenti, bisogni profondi, ferite da armonizzare o parti di noi che chiedono ascolto.

Ogni bottiglia contiene due colori, uno nella parte superiore e uno nella parte inferiore. Questi colori parlano di consapevolezza, emozioni, corpo, energia, spiritualità, relazioni, radicamento e trasformazione.

Il colore diventa così uno specchio gentile: non giudica, non impone, non definisce in modo rigido. Semplicemente mostra. Porta luce su ciò che spesso sentiamo, ma non riusciamo ancora a nominare.

Il numero come traccia del percorso

La numerologia, invece, parte dai numeri legati alla data di nascita, al nome o ad altri elementi simbolici della persona. Ogni numero porta con sé una vibrazione, un archetipo, una direzione.

Il numero 1 può parlare di inizio, identità, volontà.
Il 2 può richiamare relazione, ascolto, sensibilità.
Il 3 può evocare espressione, creatività, comunicazione.
Il 4 può indicare struttura, concretezza, radicamento.
Il 5 apre al cambiamento, alla libertà, al movimento.
Il 6 parla di armonia, cura, responsabilità affettiva.
Il 7 invita all’introspezione, alla ricerca, alla spiritualità.
L’8 richiama potere personale, equilibrio tra materia e spirito.
Il 9 porta con sé compimento, saggezza, servizio e trasformazione.

In questo senso, la numerologia non è una gabbia, ma una mappa. Non dice “tu sei solo questo”, ma suggerisce: “questa è una delle energie che attraversano il tuo cammino”.

Dove Aura-Soma® e numerologia si incontrano

Il punto di incontro tra Aura-Soma® e numerologia è molto affascinante: ogni bottiglia Aura-Soma® è associata a un numero. Questo significa che una bottiglia non parla soltanto attraverso i suoi colori, ma anche attraverso la vibrazione numerica che porta con sé.

Per esempio, una bottiglia può avere colori che richiamano l’amore, la comunicazione o la trasformazione, ma il suo numero può aggiungere un ulteriore livello di lettura: una direzione, una sfida, un talento, un passaggio evolutivo.

È come osservare lo stesso paesaggio da due finestre diverse.
Il colore mostra il clima emotivo e spirituale.
Il numero mostra la struttura simbolica del viaggio.

Insieme, colore e numero creano una lettura più ricca, più completa, più profonda.

Un dialogo tra intuizione e consapevolezza

Aura-Soma® parte spesso da una scelta intuitiva: la persona guarda le bottiglie e si lascia attrarre. Non serve “sapere” razionalmente perché un colore ci chiama. A volte lo sentiamo e basta.

La numerologia, invece, introduce un elemento più ordinato, quasi architettonico. I numeri costruiscono una trama, indicano cicli, passaggi, energie ricorrenti.

Quando queste due materie lavorano insieme, nasce un dialogo molto potente: da una parte l’intuizione del colore, dall’altra la precisione simbolica del numero.

Il colore porta morbidezza.
Il numero porta direzione.
Il colore apre il cuore.
Il numero aiuta a comprendere il cammino.

Comprendere il momento che stiamo vivendo

Uno degli aspetti più belli dell’integrazione tra Aura-Soma® e numerologia è la possibilità di leggere non solo “chi siamo”, ma anche “dove ci troviamo” in questo momento della vita.

Ci sono periodi in cui sentiamo il bisogno di cambiare pelle, lasciare andare vecchi schemi, recuperare energia, ritrovare fiducia, aprirci a una nuova fase. In questi passaggi, i colori scelti possono mostrare ciò che l’anima sta cercando, mentre i numeri possono aiutare a comprendere il tipo di ciclo che stiamo attraversando.

Una persona, per esempio, potrebbe essere attratta da colori legati al cuore, alla guarigione o alla comunicazione, mentre la lettura numerologica potrebbe indicare un periodo di trasformazione, chiusura o nuovo inizio. In quel punto, il lavoro diventa prezioso: non si tratta più solo di “interpretare”, ma di accompagnare.




Non previsione, ma consapevolezza

È importante ricordare che Aura-Soma® e numerologia non servono a predire rigidamente il futuro. Non sono strumenti per togliere libertà alla persona o per decidere al suo posto.

Al contrario, il loro valore sta nel portare consapevolezza.

Aiutano a vedere meglio ciò che sta accadendo dentro di noi. Aiutano a riconoscere qualità dimenticate, passaggi interiori, bisogni profondi, talenti ancora inespressi. Sono strumenti di ascolto, non di controllo.

La persona resta sempre al centro.
La scelta resta sempre libera.
Il percorso resta sempre personale.

Un lavoro integrato su corpo, emozioni e anima

Aura-Soma® lavora anche attraverso l’esperienza concreta del colore: le bottiglie possono essere applicate sul corpo, portando il colore nella quotidianità come gesto di presenza, cura e riequilibrio.

La numerologia, invece, può accompagnare la riflessione, la comprensione dei cicli personali, la lettura dei passaggi significativi.

Insieme, questi due strumenti possono sostenere un percorso armonico: non solo mentale, non solo emotivo, non solo spirituale, ma integrato.

Perché spesso ciò che cerchiamo non è una risposta immediata, ma un filo. Un filo luminoso che ci aiuti a rimettere insieme intuizione, esperienza, desiderio, storia personale e direzione futura.

Colori e numeri come linguaggio dell’anima

Aura-Soma® e numerologia si intrecciano perché parlano entrambe un linguaggio simbolico. Non spiegano la persona in modo freddo o meccanico, ma la invitano a riconoscersi.

I colori mostrano ciò che vibra.
I numeri mostrano ciò che struttura.
I colori accendono l’intuizione.
I numeri ordinano il messaggio.
Insieme, possono diventare una bussola delicata per chi desidera conoscersi più profondamente.

In un mondo che spesso ci chiede di correre, produrre, definire tutto in fretta, questi strumenti ci invitano a fermarci. A guardare. A sentire.

Perché forse, dentro un colore che ci attrae e dentro un numero che ritorna, c’è una parte di noi che sta bussando piano.

E chiede soltanto di essere ascoltata.

Per consulenze Aura-Soma ® visita il mio sito web www.nicolettaferroni.it

venerdì 8 maggio 2026

Le carte di Astrologia EsSoterica

 

IL GIOCO DELLE CARTE DI ASTROLOGIA EsSOTERICA di Nicoletta Ferroni

 

“Nicoletta possiede la dote di aprire le porte degli spazi più luminosi della carta natale,

che sono paradossalmente anche quelli più oscuri e nascosti.

Si tratta di spazi vivi, privi di intellettualizzazioni,

frutto dell’esperienza diretta di chi,

come Nicoletta, sa mettersi in gioco,

abbandonandosi alla conoscenza derivata dal cuore.

Ma aprire le porte non basta, è necessario anche condividerle,

avere la capacità di renderle accessibili in base alle caratteristiche

di diversi individui e situazioni.

E questa è un’altra preziosa dote di Nicoletta,

che richiede un grande amore incondizionato per il genere umano,

 e l’umiltà e il coraggio di mettersi ancor più in gioco.”

 

Franco SANTORO

 

 

Che cosa sono e a che servono le carte di Astrologia EsSoterica?

Prima di tutto non sono carte divinatorie. Non ti serviranno per avere risposte, né per fare domande.

Semplicemente perché le carte di Astrologia EsSoterica ti aiuteranno a trovare in te le risposte, grazie a un gioco che potrai impostare secondo uno schema semplice e divertente.

Posizionerai le carte secondo l’EST, il SUD, l’OVEST e il NORD e creerai il tuo Cielo in Terra.

Perché? Per andare a smuovere e risolvere tutte quelle energie che porti in te connesse con i pianeti del nostro sistema solare.

Già, perché i pianeti sono pur sempre pianeti, ma tutto ciò che rappresentano energeticamente risuona in noi nella vibrazione bassa così come nella vibrazione alta.

Sta a noi, grazie alle carte di Astrologia EsSoterica, predisporci a questa risonanza consapevolmente, attraverso un gioco di posizionamento e spostamento che verrà illustrato in questo libretto.

Ma non solo!


Queste carte ti saranno utili per ricentrarti sul tuo asse verticale, ovvero sulla tua perenne connessione con l’Energia del Creato e del Creatore, Fonte inesauribile, Sorgente o come preferisci chiamarla nel tuo cuore.

Al contempo queste carte ti permetteranno di imparare a distinguere, durante il gioco ma poi anche durante la tua vita, la differenza tra le informazioni che ti sembrerà ti arrivino dall’Alto sotto forma di intuizione, da quelle che ti arrivano dal Basso sotto forma di istinti a quelle che giungono nel Mezzo sotto forma di ragionamenti.


Queste carte ti saranno utili per sentire nel tuo corpo tutti quei blocchi o resistenze che a volte, o spesso, ti impediscono di vivere pienamente la tua vita.

E sarà anche divertente!

Anche se non disponi della tua carta natale stampata, puoi fare questo primo gioco.

Riportare la tua carta natale sulla terra significa portare sul pianeta tutte quelle energie che hai ricevuto in dotazione alla nascita.

Con questo gioco che stai per iniziare, stai per trasformare tutto ciò che nella tua carta natale appare depotenziante e al contempo stai portando alla tua coscienza tanti talenti e abilità nascoste.



Le carte di Astrologia EsSoterica (libro nel cofanetto)
Ed. Sì

lunedì 13 aprile 2026

AuraSoma: "Tu sei il colore che scegli..."

 

Aura-Soma è una disciplina olistica non invasiva, che aiuta il corpo e la mente attraverso l’utilizzo dei colori come terapia per la cura di certi disturbi. Fu ideata nel 1984 dall’ inglese Vicky Wall, e si basa su 124 bottigliette bicolore, cosiddette Equilibrium come cura del corpo e dell’anima tramite essenze che contengono le energie della luce, del colore, delle piante e dei cristalli. In sostanza unisce le energie curative dei colori, delle piante, dei cristalli per pulire, armonizzare e bilanciare l’aura e per aiutare le emozioni, la mente, il corpo e lo spirito.

Il concetto che sta alla base dell’Aura Soma è “noi siamo i colori che scegliamo”. Attraverso il linguaggio universale dei colori, si può infatti riconoscere e conoscere sé stessi, scoprendo chi si è e comprendendo sia quali sono le qualità positive, sia le parti più negative o le sfide che ognuno di noi ha scelto di affrontare per la propria crescita interiore.

Una consulenza consiste nella selezione di 4 bottiglie scelte istintivamente  e a seguire un dialogo con il consulente e poi la scelta di una equilibrium con cui iniziare il percorso personale.

La parte superiore contiene olio neutro, olii essenziali e le energie dei cristalli in spagirica mentre quello inferiore è composta da estratti di piante, essenze di cristalli e acqua che proviene dal sacro sito di Chalice Well a Glastonbury in Inghilterra. Dopo averla agitata, la bottiglia viene applicata sul corpo e viene assorbita dalla pelle, penetra nel sistema linfatico per dirigersi nell’area del corpo e nei nostri centri energetici, i chakra, dove la sua energia è maggiormente richiesta.

Si tratta quindi di un percorso attraverso il quale è possibile imparare a conoscere l’energia del colore, ma anche un modo per cominciare a conoscere sé stessi, poiché il vero sé utilizza l’energia del colore per rivelarsi. La filosofia dell’Aura Soma viene da fonti molto antiche. Per esempio secondo i Veda, gli antichissimi testi sacri indiani, tutto il mondo manifesto deriva da un’unica fonte di Luce, un raggio di luce bianca che, quando attraversa un prisma, si scompone nei sette colori dell’iride. Anche l’Uomo è luce e colore.


Questa luce passando attraverso il corpo si scompone nei sette colori dell’arcobaleno. Questi colori sono intorno a noi, sono i colori dell’aura, e appaiono visibili attraverso la foto Kirlian. Davanti alle quattro bottiglie che si scelgono quando si decide di praticare l’Aura-Soma, ci si trova davanti a sé stessi, come davanti ad uno specchio e si prende consapevolezza dei colori di cui si ha bisogno. La terapia stessa del colore è antichissima: le società primitive e antiche vivevano basandosi sulla consapevolezza che tutto è energia, e nella loro quotidianità si preoccupavano che ci fosse armonia fra il loro corpo, la mente e lo spirito come elementi interconnessi.


Nicoletta Ferroni

Consulente AuraSoma a Trieste e a Roma

domenica 1 marzo 2026

INCONTRI DEL DESTINO. Cosa ne pensa chi lo ha letto...tutto d'un fiato!

 Libro letto tutto d'un fiato.

Puro nella trattazione psicologica,
visionario nel dialogo tra Jung e Reich,
viscerale nella trattazione epistolare del dolore,
fonte di respiro - tanto caro a Reich - nella parte epistolare sulla riunione.

A qualche giorno dalla fine della lettura del libro, porto con me una sensazione di legittimazione all'"errore" (nel senso più ampio e generalizzato), con la visione che quello che oggi definiamo "errore" potrà apparirci, al momento giusto - anche tra molti anni - come una profondissima rivelazione.

Perché proprio questo libro mi ha fatto fare questo passaggio?
Perché verso la donna, protagonista dello scambio epistolare, donna con esperienza e lavoro su di sé, donna che a pelle stimavo e in cui mi rispecchiavo, ho rivolto dapprima delle accuse.
Accuse che inconsciamente rivolgevo anche a me stessa.


Ma poi mi sono chiesta: e se ci fosse dell'atro?
Luna non può avere "semplicemente sbagliato".


E le accuse che rivolgevo a me (per cui avevo già trovato un'ampia spiegazione teorica - inconscia e profondissima sì, ma sempre parziale) si sono sciolte in maniera non solo teorica, ma totalitaria, lasciandomi più leggera ma anche grata, a me stessa, per ciò che ho specchiato nella mia dinamica di Fiamma Gemella.




Come hanno fatto a sciogliersi?
"Semplicemente" amando quella donna.
"Semplicemente" guardandola con uno sguardo amorevole e compassionevole. Non di pietismo.
Ma proprio nell'essenza più alta e delicata dell'amore.
Un amore che, per il solo fatto di esistere, è in grado di sciogliere tutto.
A qualche giorno da questa riflessione, se ne è aggiunta un'altra.
Non ero propriamente io ad accusarmi.
Anche nei momenti più difficili, anche quando avevo compiuto azioni apparentemente contro la riunione, lo avevo fatto con tanta purezza e sentendomi guidata.
Sentivo solo che quello non era il modo ed il tempo giusto.
Quindi non mi accusavo così tanto.
Le accuse mi venivano da lui.
Ed io, ad un certo momento, le ho sentite e le ho fatte mie (motivo per cui mi assolvevo solo parzialmente).
Ma poco cambia.
Il campo è unico e le prove sono per entrambi.
Credo che l'antico patto animico sia: le affronta chi dei due, in quel momento, ha più capacità per farlo.
In questo caso io avevo più capacità di perdonare me, anche per lui.
Così come lui ha avuto più capacità di me di lavorare sulla ferita del tradimento, anche al posto mio.
E vedremo cos'altro ancora avevamo architettato ai tempi.
Ed ora che gran parte del "lavoro" lo abbiamo fatto, riesco ad esprimermi con serenità.
E se ripiomberò nello sconforto, saprò che sarà solo un momento che precederà un bagliore ancora più intenso.

Non c'è un passaggio specifico che mi ha fatto provare rabbia per la donna protagonista del libro e non saprei neanche individuarlo a posteriori.
Ho letto la parte più dolorosa delle lettere piuttosto velocemente.
Quella parte la conoscevo già.
È la storia comune a molte fiamme. È un passaggio.

Le frasi più ostiche, comunque, sono state quelle sul lasciar andare, dette da entrambe le parti, più volte (pag 86, 87, 88)
È un concetto che sembra avere molta risonanza con il mondo spirituale, mondo da cui veniamo anche io e la mia fiamma e che mi sono sentita dire più volte.
Ma posso lasciare andare una memoria, uno schema comportamentale, un ricordo.
Un qualcosa che mi appartiene.
E soprattutto, in una relazione di coppia, il lasciar andare implica possesso, attaccamento, aspettativa.
Ma in una dinamica tra Fiamme Gemelle tutto questo viene meno.
Come puoi lasciar andare un qualcosa che non potrebbe mai essere tuo? Semplicemente perché è già te..
Se c'è qualcosa da lasciar andare è tutto quello che abbiamo creato di vita in vita.
Ci è stato utile, ci ha permesso di sopravvivere o di vivere. Di evolvere, quindi.
Ma ora è tempo di liberarcene.
E così scopriamo che non abbiamo molto da fare o da avere; si tratta semplicemente di tornare ad Essere.
E no, non è così immediato tornare ad Essere. È un percorso. Ci sono passata anche io attraverso l'attaccamento. Attraverso l'inseguimento, attraverso chiamate e chiamate perché meritavo una risposta. Meritavo rispetto.
Ma ora mi sembra così normale tutto il resto.
L'insegnamento che ricevetti fu: "Smettila di inseguirmi e scoprirai che sono sempre stato lì".

Tornando allo scambio epistolare del libro, sapevo che, al termine delle fasi più dure, c'era la rinascita.
Ed eccola lì, con la vibrazione tipica della riunione, la frase: "nessun passato da riscattare, nessun debito da saldare: solo il presente, nudo e sacro, come il primo giorno della Creazione". 

Frase che ha fatto comparire un bel cuoricino, con la matita, a margine della pagina.

Michela


venerdì 13 febbraio 2026

INCONTRI DEL DESTINO (Anima e Corpo tra Alchimia, Archetipi e Poesia)

 

Ci sono amori che arrivano come onde di luce e tempesta. Non solo per restare, ma per risvegliare.

Un viaggio attraverso le leggi invisibili che conducono all’Amore: quella forza che unisce due esseri oltre il tempo e lo spazio e che richiede solo questo: attraversare le proprie ombre per ritrovare la verità del cuore.

La vibrazione di una sessualità consapevole è la chiave per comprendere come lo spirito si incarna e come l’unione possa diventare strumento di trasformazione interiore. .

Esplorando Jung nel suo prezioso tema di Anima e Animus, fino alla dimensione energetica e corporea dell’amore ispirata da Wilhelm Reich, le autrici propongono un viaggio insieme al lettore per trasmettere la potenza di quella connessione magnetica, spirituale e carnale che spesso cerchiamo in un amore che travolge, guarisce e brucia. 

Finché arriva la parte più visionaria del libro, ovvero l’incontro tra Jung e Reich, che le autrici osano immaginare, in cui i due medici analisti si interrogano sul senso della vita con o senza amore, con o senza archetipi, con o senza respiro, con o senza orgasmi. Un incontro che apparrà tanto incredibile quanto affascinante a chi soprattutto ben sa che questo incontro tra di loro non è mai avvenuto.




Di seguito l’epistolario di Luna e Leon, reduci entrambi da una perdita affettiva devastante, che hanno scelto di vivere anziché morire, di risorgere dalle ceneri, grazie a un dono che l’Amore aveva in serbo per loro da sempre, attraverso la loro Nigredo, la loro Albedo e la loro Rubedo; per giungere a quell’Amore cristico su cui Jung e Reich non erano mai riusciti a confrontarsi da vivi, neanche nella parte visionaria di questo libro, ma che forse avranno affrontato dopo la dipartita dal loro corpo fisico, fluttuando chissà in quali spazi senza tempo, come racconta l’epilogo di questo libro.

In ultimo ma non per ultimo, Luna, paziente di Jung e Leon, paziente di Reich, ringraziano i loro analisti con una lettera in cui il lettore potrà riconoscersi allorché a volte ha pensato di non farcela a vivere nella gioia.

Fra esperienza vissuta, teoria psicologica e linguaggio poetico, "Incontri del Destino" è la testimonianza luminosa di come il dolore e la separazione possano diventare atti di nascita a una nuova vita.

Un invito a riconoscere che l'amore non è possesso né salvezza, ma un movimento sacro che ci riporta, infine, a noi stessi.


lunedì 8 dicembre 2025

Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale (volume terzo) a cura di Alfonso Guizzardi

 L’elemento centrale dell’approccio energetico vibrazionale è questo: l’essere umano è un aggregato energetico dotato di qualità vibratorie, che può evolversi in un sistema ancora più complesso e maggiormente funzionale, orientato alla vita, alla gioia, incrementando il proprio livello di coerenza interna.

Questa coerenza è fondamentale per la salute umana, tanto psichica quanto fisica (le due sfere sono in strettissima e biunivoca relazione) e conoscerne approfonditamente le dinamiche assicura l’utilizzo di approcci terapeutici efficaci.

Interventi di:

  • Giulio Tarro: Vaccini umani per virus oncogeni e prospettive per antigeni tumorali indotti
  • Giuseppe Maria Pigliucci: Ipertermia a radiofrequenza, la moderna cura dei tumori maligni
  • Paolo Lissoni: Il cuore quale regolatore del sistema psiconeuroendocrinoimmunitario
  • Mark Anthony: La Vita è ciò che ne fai: l’esperienza di guarigione di Mark Anthony con il ThetaHealing©
  • Alfonso Guizzardi: Malattia, placebo, consapevolezza e guarigione
  • Ufficio Simonton Italia: Il metodo Simonton
  • Elia Tropeano: Algoritmo Life
  • Somatic-Experiencing: Somatic Experiencing® e il lavoro con lo stress post-traumatico: trauma, sintomi e conseguenze del trauma
  • Gabriella Mereu: La terapia verbale
  • Biagio Tufaro: La quantistica e l'utilizzo dell’energia come terapia umana ed animale
  • Nicoletta Ferroni: Il processo di guarigione anche attraverso la morte
  • Gian Piero Abbate: La Numerologia Sacra


domenica 19 ottobre 2025

Coscienza, Consapevolezza e Percezione: il percorso interiore della crescita personale

 Coscienza, Consapevolezza e Percezione: il percorso interiore della crescita personale

Nel cammino di crescita personale e spirituale, parole come coscienza, consapevolezza e percezione ricorrono spesso. Vengono citate in libri, corsi, pratiche meditative, ma raramente vengono distinte con chiarezza. Comprendere il loro significato profondo non è solo un esercizio concettuale: è un passaggio essenziale per sviluppare una maggiore presenza, equilibrio interiore e libertà personale.

Questi tre livelli rappresentano una vera e propria mappa del risveglio interiore. Una mappa che non conduce lontano, ma più vicino a sé.

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La percezione: come costruiamo la realtà

La percezione è il primo contatto con il mondo. È ciò che i sensi raccolgono e che la mente interpreta: immagini, suoni, parole, situazioni. Ma dal punto di vista spirituale, la percezione non è mai pura. È sempre filtrata.

Ogni esperienza viene colorata da memorie, convinzioni, ferite, aspettative. Per questo due persone possono vivere lo stesso evento e attribuirgli significati opposti. La percezione è soggettiva, non perché la realtà non esista, ma perché noi la incontriamo attraverso il nostro vissuto.

Nel lavoro su di sé, diventare consapevoli della percezione significa smettere di credere che ciò che vediamo sia “la verità”. È l’inizio del distacco dall’automatismo. È il momento in cui l’ego perde il monopolio dell’interpretazione.

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La coscienza: lo spazio dell’essere

La coscienza è ciò che rende possibile ogni esperienza. Non è un pensiero, non è un’emozione, non è un ruolo. È lo spazio silenzioso in cui tutto appare.

Dal punto di vista spirituale, la coscienza è presenza. È l’essere vigili, non nel senso dello sforzo, ma dell’esserci. Quando siamo coscienti, la vita non ci attraversa distrattamente: viene abitata.

Molte persone vivono gran parte delle proprie giornate in uno stato di assenza: azioni ripetute, pensieri ricorrenti, attenzione frammentata. Coltivare la coscienza significa tornare al qui e ora. Respirare sapendo di respirare. Vivere un gesto alla volta.

La coscienza non elimina il dolore o il conflitto, ma li rende attraversabili.

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La consapevolezza: osservare senza identificarsi

La consapevolezza è il livello trasformativo. È la capacità di osservare ciò che accade dentro di noi senza esserne completamente assorbiti. Pensieri, emozioni, reazioni non vengono repressi, ma riconosciuti.

Dal punto di vista spirituale, la consapevolezza è disidentificazione. Non sono i miei pensieri. Non sono la mia paura. Non sono la mia rabbia. Sono colui che le osserva.

In questo spazio nasce la libertà interiore. Non la libertà di controllare gli eventi, ma quella di scegliere come stare in ciò che accade. È qui che i vecchi schemi iniziano a sciogliersi, perché non vengono più alimentati dall’inconsapevolezza.

La consapevolezza trasforma l’esperienza in insegnamento e la sofferenza in comprensione.

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Crescita spirituale: integrare percezione, coscienza e consapevolezza

La vera crescita personale non consiste nel “migliorarsi” all’infinito, ma nel ricordarsi di sé. Percezione, coscienza e consapevolezza non sono gradini rigidi, ma livelli che dialogano continuamente.

Quando la percezione rallenta, la coscienza si amplia. Quando la coscienza è presente, la consapevolezza può emergere. E quando la consapevolezza è stabile, la vita smette di essere solo reazione.

La spiritualità autentica non è evasione dalla realtà, ma immersione lucida in essa. Non promette
perfezione, ma verità. Non elimina l’ombra, ma la illumina.

Crescere interiormente significa abitare se stessi con più gentilezza, chiarezza e responsabilità. E questo, più di ogni tecnica, è il vero risveglio.


nicolettaferroni.it



giovedì 8 maggio 2025

Qualcosa tratto dal Primo Respiro (le impronte di nascita e la lettura delle case astrologiche)

 Il trauma della nascita era già stato intuito nel 1924 da Otto Rank6, che lo mise per la prima volta in correlazione con le angosce patite in epoche successive, come spiega nel suo libro Il trauma della na scita.7 Siamo alle origini di una ricerca che non fu accolta nell’am bito scientifico perché in contrasto con le scoperte scientifiche di Freud e che gli costò anche la collaborazione professionale con Freud stesso. 

 Nel 1974 Frédérick Leboyer, ginecologo e ostetrico francese, pri mario della Clinica Ostetrica dell’Università di Parigi, affrontò la nascita attraverso lo stato emotivo del bambino. Un’evoluzione pioneristica dal punto di vista della medicalizzazione del parto pra ticata in ogni ospedale occidentale. 

Difensore del diritto della madre ad un “buon parto” e del bambino ad una “buona nascita”, sviluppò i princìpi per prevenire i condizionamenti possibili a seguito del trauma della nascita. Il parto, per essere dolce, aveva bisogno dei suoi tempi che non erano certamente quelli ospedalieri, bensì quelli naturali: la necessità di un ambiente silenzioso e in penom bra, sereno e caldo senza interferenze esterne per non disturbare il naturale processo ormonale. 




Il bambino, appena partorito, ha bisogno di tempo per stabilizzarsi passando dall’ambiente acqua tico/uterino all’ambiente aereo, per respirare autonomamente, ma  anche per sentire lo sguardo e le braccia della mamma che lo ac colgono e lo fanno sentire protetto. Anche il cordone ombelicale va tagliato nel momento in cui il bambino ha cominciato a respirare da solo, rispettando i suoi tempi di adattamento al nuovo ambiente. Il legame primario è fondamentale per la regolazione ormonale del bambino; occorre quindi lasciare tempo affinché tra la madre e il f iglio si consolidi questo legame importante, che avrà effetti a lungo termine sull’equilibrio psico/fisico del bambino e dell’adulto di do mani. 
L’imprinting della nascita, come dice Doug Watt descrivendo questo periodo, è “quello che non si ricorda e non si dimentica”, ciò che esiste nel profondo e di cui non abbiamo memoria perché tutto è impresso nell’organismo come una storia che dall’invisibile ci muove tra resistenza, compensazione e negazione.


Nadia Fileccia, p. 16-17

venerdì 18 aprile 2025

Il nuovo Primo Respiro

 

A diversi modi di nascere corrispondono diverse modalità di approccio alla vita, così come ogni vita intrauterina anticipa un vissuto extrauterino.

Ovvero, dal primo all'ultimo respiro replichiamo ciò che abbiamo "sofferto" o meno nel grembo di nostra madre e a seguito del modo in cui ne siamo usciti.

Qualsiasi cambiamento in qualsiasi area della vita evoca quel dolore ignoto, ma persistente, vissuto prima di nascere.


Le autrici descrivono in maniera dettagliata e sorprendente come, quando e quanto tutto si ripeta senza la consapevolezza che siamo esseri divini in grado di riconoscere e di trasmutare qualsiasi aspetto dissonante della nostra esistenza, cogliendone i doni, per riuscire a vivere senza più sofferenza, ma solo e unicamente nella gratitudine e nella gioia di essere vivi e vitali.

Il libro, strutturato in tre parti, affronta la vita prenatale, neonatale e postnatale da un punto di vista astrologico (con Nadia Fileccia), psicologico, neurologico e di Rebirthing (con Nicoletta Ferroni), proponendo infine strumenti per risolvere casi di imprinting ancora dolorosi.


in vendita in libreria oppure qui:


https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il_primo_respiro.php?id=16128

venerdì 14 marzo 2025

Coscienza Cristica – Pratica, Trasformazione e Risveglio Spirituale (Terza parte)

Dopo aver esplorato il simbolismo nascosto nei testi sacri e il viaggio interiore dell’olio di Cristo, arriviamo ora alla parte più importante: la pratica. Tutta la conoscenza del mondo rimane sterile se non viene vissuta. Il risveglio della coscienza cristica non è solo un’idea affascinante: è un processo reale, concreto, che coinvolge il corpo, la mente e lo spirito. È una trasformazione che può essere sperimentata, mese dopo mese, attraverso la cura del proprio tempio interiore: il corpo.

Il ritmo del cielo: il seme mensile

Ogni mese, quando la luna si trova nel segno zodiacale in cui si trovava il Sole al momento della tua nascita, il corpo entra in una fase sacra. In quel momento, si dice che un seme spirituale venga piantato nel tuo plesso solare. Questo seme è la potenziale manifestazione del Cristo interiore, che può crescere ed essere elevato attraverso il canale della colonna vertebrale.

Questa finestra dura due giorni e mezzo. Durante questo breve periodo, puoi favorire il risveglio del seme e il viaggio dell’olio cristico. Come? Attraverso alcune scelte consapevoli:

  • Astinenza sessuale: evita in particolare l’eiaculazione, che disperde l’olio sacro e impedisce la sua risalita.
  • Dieta naturale e leggera: privilegia cibi freschi, vivi, vegetali. Evita carne rossa, cibi lavorati, zuccheri e sostanze artificiali.
  • Meditazione e respirazione profonda: anche solo 15-30 minuti al giorno di silenzio interiore possono aiutare a innalzare la vibrazione del corpo e facilitare la risalita dell’olio.
  • Mente positiva: osserva i tuoi pensieri, mantieni uno stato di pace, evita lo stress emotivo.
  • Attenzione ai sogni: durante questi giorni, il subconscio può rivelarti intuizioni importanti.

Dopo 72 ore, il seme può iniziare a salire. Questo processo, se ripetuto ogni mese per un anno intero, può portare a una cristallizzazione della coscienza: un vero risveglio spirituale, in cui il tuo essere si illumina, la ghiandola pineale si attiva e la tua percezione della realtà cambia radicalmente.

La risalita dell’olio e il risveglio del terzo occhio

Il fluido sacro risale lungo i nervi noti come Ida e Pingala, attraversando i sette chakra principali. Quando arriva nella parte alta della colonna vertebrale, si connette con il nervo vago – chiamato anche albero della vita – e attraversa il midollo allungato, il ponte, il mesencefalo.

Attraversa poi le due ghiandole sacre – pineale e pituitaria – e infine tocca il talamo ottico, la “luce del mondo”. Questo momento è chiamato la crocifissione: la morte dell’ego, della coscienza materiale, e la rinascita dello spirito. L’olio rimane inerte per due giorni e mezzo (come Cristo nel sepolcro), poi ascende alla ghiandola pineale, attivandola completamente.

Quando questo accade, milioni di cellule cerebrali dormienti si risvegliano. Il corpo inizia un processo di rigenerazione. Il sangue si purifica. La mente si apre a nuove comprensioni. La chiaroveggenza, l’intuizione e la pace interiore diventano esperienze dirette, non più concetti lontani.

Vita nuova, energia nuova

Trattenere l’olio non è repressione: è trasformazione. La sessualità diventa energia creativa, l’alimentazione diventa medicina, la mente diventa un canale. Tutti i sistemi del corpo vengono sostenuti e rafforzati. Il corpo stesso, se trattato con amore, può diventare un alleato nella tua evoluzione spirituale.

Secondo gli antichi insegnamenti, chi viveva in armonia con questo processo poteva vivere per centinaia di anni, mantenendo corpo e mente in uno stato elevato di vitalità. Non è una promessa magica, ma una testimonianza del potere che abbiamo dentro di noi quando lavoriamo con la natura invece che contro di essa.

                                   

Cristo dentro di te: la verità dimenticata

Molti cercano un salvatore esterno. Ma il vero segreto è questo: Cristo vive dentro di te. È il tuo potenziale divino, la tua coscienza superiore. Quando smetti di cercare fuori e inizi a guardare dentro, la trasformazione avviene.

La Bibbia, se letta con occhi spirituali, parla costantemente di questo processo interiore: la nascita del Cristo (il seme), la sua morte (la crocifissione del fluido nel cervello), la sua resurrezione (l’illuminazione), e infine la sua ascesa (l’unione con lo Spirito Santo nella ghiandola pineale). Non è una storia storica, è la mappa del tuo risveglio.

“Il Regno di Dio è dentro di voi.” (Luca 17:21)
“Io sono la luce del mondo.” (Giovanni 8:12)
“Se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce.” (Matteo 6:22)

Il tuo viaggio inizia ora

Non servono strumenti complicati. Solo consapevolezza, disciplina dolce, ascolto del proprio corpo. Inizia a osservare i cicli lunari, a scegliere il nutrimento giusto, a respirare con presenza. Fallo una volta al mese. Poi due. Poi tre. E osserva cosa cambia.

Non devi credere a nulla. Sperimenta. Questa conoscenza non ti chiede fede cieca, ma esperienza diretta. Una volta che sentirai dentro di te l’attivazione dell’energia, la tua verità diventerà chiara come la luce.

Il seme è dentro di te. L’olio sacro è pronto a risalire.
Il Cristo interiore aspetta solo te.

N.F.

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sabato 15 febbraio 2025

Coscienza Cristica – Il Viaggio dell’Olio Sacro e la Crocifissione Interiore (Seconda parte)

Nel primo articolo abbiamo introdotto un concetto fondamentale: la coscienza cristica non è una dottrina, ma una realtà interiore, un potenziale che ogni essere umano porta dentro di sé. Abbiamo parlato del fluido sacro – chiamato Cristos – che origina nel cervello e discende lungo la colonna vertebrale fino al plesso sacrale, dove attende il momento perfetto per essere risvegliato e risalire verso la sede dello spirito.

In questo secondo passo del nostro viaggio, approfondiremo il significato del viaggio di ritorno dell’olio, e come questo movimento interno sia alla base di tutti i miti religiosi e spirituali che parlano di crocifissione, morte e resurrezione. In particolare, ci soffermeremo sul ruolo della colonna vertebrale, delle ghiandole pineale e pituitaria, e sull’antico simbolismo nascosto dietro la figura di Cristo.

Il ponte tra corpo e spirito

La spina dorsale non è solo un supporto fisico: è un condotto sacro che connette la parte più bassa e terrena del nostro corpo con la parte più elevata, dove risiede la coscienza superiore. Le 33 vertebre della colonna non sono casuali: esse rappresentano i gradini di una scala, proprio come i 33 anni della vita terrena di Cristo simboleggiano un percorso di ascensione spirituale.

Quando l’olio sacro viene “attivato” – cioè quando si verifica l’allineamento lunare con il nostro segno solare di nascita – il fluido può iniziare a risalire. Ma perché ciò accada, è necessario uno stile di vita che lo permetta: astensione da comportamenti che lo disperdono (come l’eiaculazione o lo stress cronico), alimentazione sana, pensieri puri, meditazione e consapevolezza del ciclo naturale.

Man mano che il fluido ascende, la sua frequenza vibrazionale aumenta. Raggiunge prima il cuore (chakra del cuore), poi la gola (chakra della comunicazione), e infine entra nella zona della testa, attraversando le aree cerebrali che, nei testi antichi, venivano chiamate “i cieli”.

Ida e Pingala – Il matrimonio sacro dentro di noi

Nel sistema dei chakra indiani, l’energia viaggia attraverso due canali principali: Ida (femminile, magnetico) e Pingala (maschile, elettrico). Questi corrispondono ai due nervi principali che scorrono lungo la spina dorsale, avvolgendosi intorno al canale centrale chiamato Sushumna.

La ghiandola pineale è associata al Pingala, al miele, alla luce dorata e alla carica positiva. La pituitaria (ipofisi) invece si lega a Ida, al latte, alla dolcezza e alla carica magnetica. Il fluido sacro, salendo, attraversa queste due ghiandole e dà vita a ciò che le antiche culture chiamavano il bambino interiore o il Cristo interiore.

Questa nascita non è un evento fisico, ma spirituale: è l’unione delle polarità dentro di noi. Come Maria e Giuseppe generano Gesù, così il maschile e il femminile energetico si uniscono per dare vita alla coscienza cristica.

La croce e la crocifissione: simboli di trasformazione

Quando l’olio sacro raggiunge la parte più alta della colonna vertebrale – attraversando le 33 vertebre – si verifica un evento simbolico chiamato crocifissione. Questa non è una sofferenza fisica, ma la trasformazione della coscienza. L’ego, la mente inferiore, l’identificazione con la materia vengono “crocifissi”, cioè lasciati andare.

Il fluido sacro arriva al talamo ottico, un punto centrale del cervello chiamato anche la “luce del mondo”. Qui rimane in uno stato di quiete per due giorni e mezzo: è la “morte apparente” del Cristo, che riposa nella tomba prima della resurrezione.

Il talamo è collegato alla ghiandola pineale, il nostro terzo occhio, la sede della visione interiore. Quando il fluido sacro tocca questa parte del cervello, avviene una vera e propria illuminazione: la coscienza si espande, milioni di cellule cerebrali finora dormienti si riattivano, e l’individuo sperimenta un livello di percezione completamente nuovo.

Questa è la vera resurrezione. Non riguarda un ritorno alla vita fisica, ma un risveglio della vita spirituale. È la rinascita della parte divina in noi, della scintilla eterna che abbiamo sempre portato dentro, ma che spesso dimentichiamo.

Il potere è dentro di te

Molti, ancora oggi, aspettano un salvatore esterno, un Cristo che torni fisicamente per redimere l’umanità. Ma il messaggio profondo, che attraversa i secoli e le religioni, è un altro: Cristo è dentro di te. È la tua coscienza superiore, la tua parte eterna. È il tuo vero Sé.

Nel prossimo articolo, esploreremo come attivare questo processo nella pratica, attraverso l’osservazione dei cicli lunari, la purificazione del corpo e della mente, e l’elevazione dell’olio sacro per sperimentare il risveglio spirituale e la rigenerazione fisica.

“Se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce.” (Matteo 6:22)

N.F.

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mercoledì 22 gennaio 2025

Coscienza Cristica – Il Segreto Nascosto nei Testi Sacri (Prima parte)

Sin dai tempi antichi, l’umanità ha cercato risposte ai grandi interrogativi dell’esistenza: chi siamo, da dove veniamo, qual è il nostro scopo. In ogni angolo del mondo, le antiche civiltà custodivano insegnamenti segreti, tramandati in forma simbolica e nascosti tra le righe di testi sacri, miti e parabole. Questi messaggi non erano destinati a tutti, ma solo a coloro che erano pronti a riceverli: chi possedeva occhi per vedere oltre l’apparenza, orecchie per ascoltare il non detto, e un cuore disposto a riconoscere la verità oltre la lettera.

Anche la Bibbia, uno dei testi più studiati e letti della storia umana, è intrisa di simbolismo e significati esoterici. Un esempio potente è contenuto in una frase spesso trascurata: “Cristo è in voi”. Se presa alla lettera, può sembrare un semplice messaggio spirituale. Ma se letta con occhi nuovi, diventa una chiave per accedere a un’antica verità: il tempio di Dio non è un luogo esterno, ma si trova dentro di noi. Più precisamente, dentro il nostro corpo.

Questa è la base su cui poggia l’intero concetto di coscienza cristica: una forza interiore, una scintilla divina presente in ogni essere umano, che può essere risvegliata attraverso un processo sacro e naturale, legato al corpo, alla mente e allo spirito. Nelle tradizioni esoteriche e mistiche, si parla di un fluido sacro, chiamato Cristos, che origina nel cervello. Questo fluido viaggia attraverso la colonna vertebrale fino al plesso sacrale, in attesa di essere attivato e risalire nuovamente verso il centro della coscienza.

Il corpo umano, in questo senso, è un microcosmo dell’universo. Ogni sua parte è collegata a un principio spirituale. La spina dorsale, con le sue 33 vertebre, è vista come una scala sacra. E il viaggio dell’olio sacro, dalla testa al sacro e poi nuovamente verso l’alto, rappresenta simbolicamente la discesa dell’anima nella materia e la sua successiva ascesa verso la luce. È un ciclo eterno di morte e rinascita, di incarnazione e trascendenza.

Non è un caso che la leggenda di Babbo Natale sia nata da questi concetti. Babbo Natale, che scende dal camino per portare doni, rappresenta allegoricamente il fluido sacro che scende dalla testa (il cielo) verso il plesso sacrale (la terra), portando in dono la possibilità della trasformazione interiore. Quando il fluido si attiva, e il “seme” spirituale viene piantato nel plesso solare, si apre un’opportunità mensile di risveglio.

Questo seme viene piantato ogni mese, in un momento preciso: quando la luna entra nel segno zodiacale in cui si trovava il Sole al momento della nostra nascita. Si tratta di una finestra sacra, della durata di due giorni e mezzo, durante la quale possiamo favorire la germinazione di questo seme attraverso la meditazione, il silenzio interiore, l’astinenza, la preghiera o la semplice consapevolezza.

L’attivazione della coscienza cristica non è un atto religioso in senso convenzionale. Non riguarda l’adesione a una dottrina o a una fede istituzionalizzata. È un processo interiore, profondamente personale, che riguarda la scoperta della nostra divinità innata. Cristo non è solo una figura storica: è un principio di coscienza superiore che può nascere e vivere in ciascuno di noi.

Il viaggio verso la coscienza cristica inizia con la consapevolezza che il Regno di Dio non è fuori, ma dentro di noi. Non bisogna cercarlo in un tempio esterno o in una salvezza promessa da qualcun altro. La salvezza è un processo di auto-realizzazione, un percorso di elevazione energetica e spirituale, che comincia nel corpo e si realizza nella coscienza.

Nel prossimo articolo, esploreremo nel dettaglio come avviene questo viaggio interiore, il ruolo delle ghiandole pineale e pituitaria, e il significato profondo della “croce” come simbolo del risveglio spirituale.

"Il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione. Né si dirà: ‘Eccolo qui’ o ‘Eccolo là’. Perché, ecco, il Regno di Dio è dentro di voi." (Luca 17:21)

N.F.

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martedì 12 novembre 2024

Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale (Secondo Volume) a cura di Alfonso Guizzardi

Il primo volume di Il Grande Libro di Medicina e Psicologia Energetico Vibrazionale è stato una scommessa, un libro che ha voluto raccogliere approcci diversi, seri, collaudati per avvicinarsi alla malattia e al disagio, sia fisico sia psicologico, con mente aperta, disponibile al dialogo, al confronto e all'incontro.

Ogni approccio centrato, per davvero, sulla persona, piuttosto che sulla proposizione, a questa, di un metodo, di una tecnica o quant'altro, deve essere disponibile anche a riconoscere che quella persona può essere, più efficacemente, aiutata da altri. È un bel gesto? No, non credo. Sono convinto che si tratti di onestà, sia verso il paziente, sia verso sé stessi, il proprio ruolo e l'intera categoria professionale di appartenenza. E là dove non capiamo potremmo aprire le nostre menti a concepire altro, adattando tutto quello di cui siamo dotati all'esigenza della persona che ci ha cercato, piuttosto che il contrario.

Uno dei principali obiettivi del nostro libro è quindi il motivare le persone a lottare per una medicina ed una psicologia della salute e dell'anima: è più che provato che i nostri pensieri e le nostre emozioni influiscano costantemente sulla nostra salute e la possano danneggiare o migliorare a breve o a lungo termine. A nostro avviso l'essere umano non ha solo un corpo materiale, toccabile, visibile, solido, bensì è dotato anche di altri "corpi" che rimangono apparentemente invisibili al quotidiano, all'occhio fisico.

Secondo l'approccio della Psiconalisi Energetico Vibrazionale® o P.E.V.® e non solo, esistono altre dimensioni oltre a quelle che ben conosciamo (altezza, profondità, larghezza e tempo): sono solo i nostri sensi fisici e materiali ad essere limitati nella percezione di un mondo nel quale siamo costantemente immersi e di cui non possiamo negare l'esistenza. E per ciascuna di queste ulteriori dimensioni l'essere umano ha un ulteriore "corpo", o meglio: il nostro Spirito, il nostro Sé o la nostra Anima individualizzata possiede un veicolo di espressione in quella ulteriore dimensione.

Complesso? Sì, certamente... ma almeno siamo in compagnia di tutti gli approcci esoterici alla realtà. E per la verità abbiamo l'ardire di pensare che proprio la Psicoanalisi Energetico Vibrazionale® costituisca il punto di fusione dell'esoterismo e della scienza più essoterica.




Questo SECONDO VOLUME affronta le seguenti tematiche:

  • Nicoletta Ferroni - Percezione, proiezioni e cocreazione nelle relazioni.
  • Sonia Germani Zamperini - Sulle Forme Pensiero (FP) secondo il metodo TEV. Roberto Pagliaro - Osteopatia e Medicina Vibrazionale.
  • Gianfranco Galvani - Il segreto della vita: l’oscillazione cellulare di Lakhovsky.
  • Matteo Martini - Patogenesi moderna e antica demonologia: Calligaris e Jung. Concetta Campo - Il Metodo Audiopsicofonologico di Alfred Tomatis.
  • Diego Maggio - Le vibrazioni terapeutiche nella tecnica craniosacrale (CST) e nel rilascio somato-emozionale (SER®) del dott. John E. Upledger.
  • S. Fumagalli e F. Gandini - La Dermoriflossologia e il suo codice psicosomatico.
  • Giuseppe Ciarniello - Gli Acting di Vegetorapia, una proposta di esperienze condivise
  • Loredana Vistarini - Perché la Mindfulness
  • Roberto Barsi - Idrocolonterapia
  • Nicolò Visalli - La Medicina Tradizionale Cinese (MTC)
  • Alfonso Guizzardi - L’Amore: il vero processo di guarigione secondo il modello P.E.V.®

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