domenica 19 ottobre 2025

Coscienza, Consapevolezza e Percezione: il percorso interiore della crescita personale

 Coscienza, Consapevolezza e Percezione: il percorso interiore della crescita personale

Nel cammino di crescita personale e spirituale, parole come coscienza, consapevolezza e percezione ricorrono spesso. Vengono citate in libri, corsi, pratiche meditative, ma raramente vengono distinte con chiarezza. Comprendere il loro significato profondo non è solo un esercizio concettuale: è un passaggio essenziale per sviluppare una maggiore presenza, equilibrio interiore e libertà personale.

Questi tre livelli rappresentano una vera e propria mappa del risveglio interiore. Una mappa che non conduce lontano, ma più vicino a sé.

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La percezione: come costruiamo la realtà

La percezione è il primo contatto con il mondo. È ciò che i sensi raccolgono e che la mente interpreta: immagini, suoni, parole, situazioni. Ma dal punto di vista spirituale, la percezione non è mai pura. È sempre filtrata.

Ogni esperienza viene colorata da memorie, convinzioni, ferite, aspettative. Per questo due persone possono vivere lo stesso evento e attribuirgli significati opposti. La percezione è soggettiva, non perché la realtà non esista, ma perché noi la incontriamo attraverso il nostro vissuto.

Nel lavoro su di sé, diventare consapevoli della percezione significa smettere di credere che ciò che vediamo sia “la verità”. È l’inizio del distacco dall’automatismo. È il momento in cui l’ego perde il monopolio dell’interpretazione.

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La coscienza: lo spazio dell’essere

La coscienza è ciò che rende possibile ogni esperienza. Non è un pensiero, non è un’emozione, non è un ruolo. È lo spazio silenzioso in cui tutto appare.

Dal punto di vista spirituale, la coscienza è presenza. È l’essere vigili, non nel senso dello sforzo, ma dell’esserci. Quando siamo coscienti, la vita non ci attraversa distrattamente: viene abitata.

Molte persone vivono gran parte delle proprie giornate in uno stato di assenza: azioni ripetute, pensieri ricorrenti, attenzione frammentata. Coltivare la coscienza significa tornare al qui e ora. Respirare sapendo di respirare. Vivere un gesto alla volta.

La coscienza non elimina il dolore o il conflitto, ma li rende attraversabili.

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La consapevolezza: osservare senza identificarsi

La consapevolezza è il livello trasformativo. È la capacità di osservare ciò che accade dentro di noi senza esserne completamente assorbiti. Pensieri, emozioni, reazioni non vengono repressi, ma riconosciuti.

Dal punto di vista spirituale, la consapevolezza è disidentificazione. Non sono i miei pensieri. Non sono la mia paura. Non sono la mia rabbia. Sono colui che le osserva.

In questo spazio nasce la libertà interiore. Non la libertà di controllare gli eventi, ma quella di scegliere come stare in ciò che accade. È qui che i vecchi schemi iniziano a sciogliersi, perché non vengono più alimentati dall’inconsapevolezza.

La consapevolezza trasforma l’esperienza in insegnamento e la sofferenza in comprensione.

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Crescita spirituale: integrare percezione, coscienza e consapevolezza

La vera crescita personale non consiste nel “migliorarsi” all’infinito, ma nel ricordarsi di sé. Percezione, coscienza e consapevolezza non sono gradini rigidi, ma livelli che dialogano continuamente.

Quando la percezione rallenta, la coscienza si amplia. Quando la coscienza è presente, la consapevolezza può emergere. E quando la consapevolezza è stabile, la vita smette di essere solo reazione.

La spiritualità autentica non è evasione dalla realtà, ma immersione lucida in essa. Non promette
perfezione, ma verità. Non elimina l’ombra, ma la illumina.

Crescere interiormente significa abitare se stessi con più gentilezza, chiarezza e responsabilità. E questo, più di ogni tecnica, è il vero risveglio.


nicolettaferroni.it



domenica 14 luglio 2024

Coscienza Cristica – Pratica, Trasformazione e Risveglio Spirituale (Terza parte)

Dopo aver esplorato il simbolismo nascosto nei testi sacri e il viaggio interiore dell’olio di Cristo, arriviamo ora alla parte più importante: la pratica. Tutta la conoscenza del mondo rimane sterile se non viene vissuta. Il risveglio della coscienza cristica non è solo un’idea affascinante: è un processo reale, concreto, che coinvolge il corpo, la mente e lo spirito. È una trasformazione che può essere sperimentata, mese dopo mese, attraverso la cura del proprio tempio interiore: il corpo.

Il ritmo del cielo: il seme mensile

Ogni mese, quando la luna si trova nel segno zodiacale in cui si trovava il Sole al momento della tua nascita, il corpo entra in una fase sacra. In quel momento, si dice che un seme spirituale venga piantato nel tuo plesso solare. Questo seme è la potenziale manifestazione del Cristo interiore, che può crescere ed essere elevato attraverso il canale della colonna vertebrale.

Questa finestra dura due giorni e mezzo. Durante questo breve periodo, puoi favorire il risveglio del seme e il viaggio dell’olio cristico. Come? Attraverso alcune scelte consapevoli:

  • Astinenza sessuale: evita in particolare l’eiaculazione, che disperde l’olio sacro e impedisce la sua risalita.
  • Dieta naturale e leggera: privilegia cibi freschi, vivi, vegetali. Evita carne rossa, cibi lavorati, zuccheri e sostanze artificiali.
  • Meditazione e respirazione profonda: anche solo 15-30 minuti al giorno di silenzio interiore possono aiutare a innalzare la vibrazione del corpo e facilitare la risalita dell’olio.
  • Mente positiva: osserva i tuoi pensieri, mantieni uno stato di pace, evita lo stress emotivo.
  • Attenzione ai sogni: durante questi giorni, il subconscio può rivelarti intuizioni importanti.

Dopo 72 ore, il seme può iniziare a salire. Questo processo, se ripetuto ogni mese per un anno intero, può portare a una cristallizzazione della coscienza: un vero risveglio spirituale, in cui il tuo essere si illumina, la ghiandola pineale si attiva e la tua percezione della realtà cambia radicalmente.

La risalita dell’olio e il risveglio del terzo occhio

Il fluido sacro risale lungo i nervi noti come Ida e Pingala, attraversando i sette chakra principali. Quando arriva nella parte alta della colonna vertebrale, si connette con il nervo vago – chiamato anche albero della vita – e attraversa il midollo allungato, il ponte, il mesencefalo.

Attraversa poi le due ghiandole sacre – pineale e pituitaria – e infine tocca il talamo ottico, la “luce del mondo”. Questo momento è chiamato la crocifissione: la morte dell’ego, della coscienza materiale, e la rinascita dello spirito. L’olio rimane inerte per due giorni e mezzo (come Cristo nel sepolcro), poi ascende alla ghiandola pineale, attivandola completamente.

Quando questo accade, milioni di cellule cerebrali dormienti si risvegliano. Il corpo inizia un processo di rigenerazione. Il sangue si purifica. La mente si apre a nuove comprensioni. La chiaroveggenza, l’intuizione e la pace interiore diventano esperienze dirette, non più concetti lontani.

Vita nuova, energia nuova

Trattenere l’olio non è repressione: è trasformazione. La sessualità diventa energia creativa, l’alimentazione diventa medicina, la mente diventa un canale. Tutti i sistemi del corpo vengono sostenuti e rafforzati. Il corpo stesso, se trattato con amore, può diventare un alleato nella tua evoluzione spirituale.

Secondo gli antichi insegnamenti, chi viveva in armonia con questo processo poteva vivere per centinaia di anni, mantenendo corpo e mente in uno stato elevato di vitalità. Non è una promessa magica, ma una testimonianza del potere che abbiamo dentro di noi quando lavoriamo con la natura invece che contro di essa.

                                   

Cristo dentro di te: la verità dimenticata

Molti cercano un salvatore esterno. Ma il vero segreto è questo: Cristo vive dentro di te. È il tuo potenziale divino, la tua coscienza superiore. Quando smetti di cercare fuori e inizi a guardare dentro, la trasformazione avviene.

La Bibbia, se letta con occhi spirituali, parla costantemente di questo processo interiore: la nascita del Cristo (il seme), la sua morte (la crocifissione del fluido nel cervello), la sua resurrezione (l’illuminazione), e infine la sua ascesa (l’unione con lo Spirito Santo nella ghiandola pineale). Non è una storia storica, è la mappa del tuo risveglio.

“Il Regno di Dio è dentro di voi.” (Luca 17:21)
“Io sono la luce del mondo.” (Giovanni 8:12)
“Se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce.” (Matteo 6:22)

Il tuo viaggio inizia ora

Non servono strumenti complicati. Solo consapevolezza, disciplina dolce, ascolto del proprio corpo. Inizia a osservare i cicli lunari, a scegliere il nutrimento giusto, a respirare con presenza. Fallo una volta al mese. Poi due. Poi tre. E osserva cosa cambia.

Non devi credere a nulla. Sperimenta. Questa conoscenza non ti chiede fede cieca, ma esperienza diretta. Una volta che sentirai dentro di te l’attivazione dell’energia, la tua verità diventerà chiara come la luce.

Il seme è dentro di te. L’olio sacro è pronto a risalire.
Il Cristo interiore aspetta solo te.

N.F.

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martedì 11 giugno 2024

Coscienza Cristica – Il Viaggio dell’Olio Sacro e la Crocifissione Interiore (Seconda parte)

Nel primo articolo abbiamo introdotto un concetto fondamentale: la coscienza cristica non è una dottrina, ma una realtà interiore, un potenziale che ogni essere umano porta dentro di sé. Abbiamo parlato del fluido sacro – chiamato Cristos – che origina nel cervello e discende lungo la colonna vertebrale fino al plesso sacrale, dove attende il momento perfetto per essere risvegliato e risalire verso la sede dello spirito.

In questo secondo passo del nostro viaggio, approfondiremo il significato del viaggio di ritorno dell’olio, e come questo movimento interno sia alla base di tutti i miti religiosi e spirituali che parlano di crocifissione, morte e resurrezione. In particolare, ci soffermeremo sul ruolo della colonna vertebrale, delle ghiandole pineale e pituitaria, e sull’antico simbolismo nascosto dietro la figura di Cristo.

Il ponte tra corpo e spirito

La spina dorsale non è solo un supporto fisico: è un condotto sacro che connette la parte più bassa e terrena del nostro corpo con la parte più elevata, dove risiede la coscienza superiore. Le 33 vertebre della colonna non sono casuali: esse rappresentano i gradini di una scala, proprio come i 33 anni della vita terrena di Cristo simboleggiano un percorso di ascensione spirituale.

Quando l’olio sacro viene “attivato” – cioè quando si verifica l’allineamento lunare con il nostro segno solare di nascita – il fluido può iniziare a risalire. Ma perché ciò accada, è necessario uno stile di vita che lo permetta: astensione da comportamenti che lo disperdono (come l’eiaculazione o lo stress cronico), alimentazione sana, pensieri puri, meditazione e consapevolezza del ciclo naturale.

Man mano che il fluido ascende, la sua frequenza vibrazionale aumenta. Raggiunge prima il cuore (chakra del cuore), poi la gola (chakra della comunicazione), e infine entra nella zona della testa, attraversando le aree cerebrali che, nei testi antichi, venivano chiamate “i cieli”.

Ida e Pingala – Il matrimonio sacro dentro di noi

Nel sistema dei chakra indiani, l’energia viaggia attraverso due canali principali: Ida (femminile, magnetico) e Pingala (maschile, elettrico). Questi corrispondono ai due nervi principali che scorrono lungo la spina dorsale, avvolgendosi intorno al canale centrale chiamato Sushumna.

La ghiandola pineale è associata al Pingala, al miele, alla luce dorata e alla carica positiva. La pituitaria (ipofisi) invece si lega a Ida, al latte, alla dolcezza e alla carica magnetica. Il fluido sacro, salendo, attraversa queste due ghiandole e dà vita a ciò che le antiche culture chiamavano il bambino interiore o il Cristo interiore.

Questa nascita non è un evento fisico, ma spirituale: è l’unione delle polarità dentro di noi. Come Maria e Giuseppe generano Gesù, così il maschile e il femminile energetico si uniscono per dare vita alla coscienza cristica.

La croce e la crocifissione: simboli di trasformazione

Quando l’olio sacro raggiunge la parte più alta della colonna vertebrale – attraversando le 33 vertebre – si verifica un evento simbolico chiamato crocifissione. Questa non è una sofferenza fisica, ma la trasformazione della coscienza. L’ego, la mente inferiore, l’identificazione con la materia vengono “crocifissi”, cioè lasciati andare.

Il fluido sacro arriva al talamo ottico, un punto centrale del cervello chiamato anche la “luce del mondo”. Qui rimane in uno stato di quiete per due giorni e mezzo: è la “morte apparente” del Cristo, che riposa nella tomba prima della resurrezione.

Il talamo è collegato alla ghiandola pineale, il nostro terzo occhio, la sede della visione interiore. Quando il fluido sacro tocca questa parte del cervello, avviene una vera e propria illuminazione: la coscienza si espande, milioni di cellule cerebrali finora dormienti si riattivano, e l’individuo sperimenta un livello di percezione completamente nuovo.

Questa è la vera resurrezione. Non riguarda un ritorno alla vita fisica, ma un risveglio della vita spirituale. È la rinascita della parte divina in noi, della scintilla eterna che abbiamo sempre portato dentro, ma che spesso dimentichiamo.

Il potere è dentro di te

Molti, ancora oggi, aspettano un salvatore esterno, un Cristo che torni fisicamente per redimere l’umanità. Ma il messaggio profondo, che attraversa i secoli e le religioni, è un altro: Cristo è dentro di te. È la tua coscienza superiore, la tua parte eterna. È il tuo vero Sé.

Nel prossimo articolo, esploreremo come attivare questo processo nella pratica, attraverso l’osservazione dei cicli lunari, la purificazione del corpo e della mente, e l’elevazione dell’olio sacro per sperimentare il risveglio spirituale e la rigenerazione fisica.

“Se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce.” (Matteo 6:22)

N.F.

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lunedì 13 maggio 2024

Coscienza Cristica – Il Segreto Nascosto nei Testi Sacri (Prima parte)

Sin dai tempi antichi, l’umanità ha cercato risposte ai grandi interrogativi dell’esistenza: chi siamo, da dove veniamo, qual è il nostro scopo. In ogni angolo del mondo, le antiche civiltà custodivano insegnamenti segreti, tramandati in forma simbolica e nascosti tra le righe di testi sacri, miti e parabole. Questi messaggi non erano destinati a tutti, ma solo a coloro che erano pronti a riceverli: chi possedeva occhi per vedere oltre l’apparenza, orecchie per ascoltare il non detto, e un cuore disposto a riconoscere la verità oltre la lettera.

Anche la Bibbia, uno dei testi più studiati e letti della storia umana, è intrisa di simbolismo e significati esoterici. Un esempio potente è contenuto in una frase spesso trascurata: “Cristo è in voi”. Se presa alla lettera, può sembrare un semplice messaggio spirituale. Ma se letta con occhi nuovi, diventa una chiave per accedere a un’antica verità: il tempio di Dio non è un luogo esterno, ma si trova dentro di noi. Più precisamente, dentro il nostro corpo.

Questa è la base su cui poggia l’intero concetto di coscienza cristica: una forza interiore, una scintilla divina presente in ogni essere umano, che può essere risvegliata attraverso un processo sacro e naturale, legato al corpo, alla mente e allo spirito. Nelle tradizioni esoteriche e mistiche, si parla di un fluido sacro, chiamato Cristos, che origina nel cervello. Questo fluido viaggia attraverso la colonna vertebrale fino al plesso sacrale, in attesa di essere attivato e risalire nuovamente verso il centro della coscienza.

Il corpo umano, in questo senso, è un microcosmo dell’universo. Ogni sua parte è collegata a un principio spirituale. La spina dorsale, con le sue 33 vertebre, è vista come una scala sacra. E il viaggio dell’olio sacro, dalla testa al sacro e poi nuovamente verso l’alto, rappresenta simbolicamente la discesa dell’anima nella materia e la sua successiva ascesa verso la luce. È un ciclo eterno di morte e rinascita, di incarnazione e trascendenza.

Non è un caso che la leggenda di Babbo Natale sia nata da questi concetti. Babbo Natale, che scende dal camino per portare doni, rappresenta allegoricamente il fluido sacro che scende dalla testa (il cielo) verso il plesso sacrale (la terra), portando in dono la possibilità della trasformazione interiore. Quando il fluido si attiva, e il “seme” spirituale viene piantato nel plesso solare, si apre un’opportunità mensile di risveglio.

Questo seme viene piantato ogni mese, in un momento preciso: quando la luna entra nel segno zodiacale in cui si trovava il Sole al momento della nostra nascita. Si tratta di una finestra sacra, della durata di due giorni e mezzo, durante la quale possiamo favorire la germinazione di questo seme attraverso la meditazione, il silenzio interiore, l’astinenza, la preghiera o la semplice consapevolezza.

L’attivazione della coscienza cristica non è un atto religioso in senso convenzionale. Non riguarda l’adesione a una dottrina o a una fede istituzionalizzata. È un processo interiore, profondamente personale, che riguarda la scoperta della nostra divinità innata. Cristo non è solo una figura storica: è un principio di coscienza superiore che può nascere e vivere in ciascuno di noi.

Il viaggio verso la coscienza cristica inizia con la consapevolezza che il Regno di Dio non è fuori, ma dentro di noi. Non bisogna cercarlo in un tempio esterno o in una salvezza promessa da qualcun altro. La salvezza è un processo di auto-realizzazione, un percorso di elevazione energetica e spirituale, che comincia nel corpo e si realizza nella coscienza.

Nel prossimo articolo, esploreremo nel dettaglio come avviene questo viaggio interiore, il ruolo delle ghiandole pineale e pituitaria, e il significato profondo della “croce” come simbolo del risveglio spirituale.

"Il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione. Né si dirà: ‘Eccolo qui’ o ‘Eccolo là’. Perché, ecco, il Regno di Dio è dentro di voi." (Luca 17:21)

N.F.

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mercoledì 6 marzo 2024

Love Must Go On (Chiusura di un capitolo di Vita con la pubblicazione di "La Goccia nell'Oceano")

Il libro post mortem di Alfonso Guizzardi appena uscito, LA GOCCIA NELL'OCEANO, segna per me la fine definitiva di un'epoca in cui sono stata chi ero, perché rappresenta il completamento consapevole di una relazione matrimoniale, ma anche l'inizio di una nuova ME, che sta andando nel mondo ormai da più di 13 mesi senza più la stessa ME che ero con lui.

Mi sto aprendo, mi sono aperta, a nuove esperienze, persone, relazioni, che non avrei manifestato se lui fosse ancora incarnato. E ricordo anche che lui stesso me l'aveva preannunciato prima di fluire dal corpo. E sono molto grata a TUTTO, a TUTTI, per tanta abbondanza.

Presento LA GOCCIA NELL'OCEANO alla Feltrinelli di Terni il 14 aprile 2024, a Roma a Sala Margana il 17 maggio, a Trieste alla Libreria Minerva il 9 ottobre 2024. E, pare, anche a Milano. E naturalmente on line sui social.

Desidero anticipare in primis a me stessa che la Nicoletta Ferroni che presenterà "La Goccia nell'Oceano", non sarà la (ex moglie) vedova di Alfonso Guizzardi, ma la collega con cui hanno costruito tanto per gli altri, in 25 anni insieme.  E che solo con la sua morte può espandere certi messaggi contenuti all'interno di questo libro. Mi ha nominata erede universale di Tutto. Anche dell'Amore con cui mi ha amata tutta la vita. E in nome di quell'Amore, continuo a seminare e raccogliere Amore, ovunque,  anche grazie a questo libro.

La vita continua; tutto si trasforma - anche il dolore. Conservo di noi due la memoria di numerose peripezie compiute, la maggior parte delle quali al servizio del prossimo (e troverete nel libro anche la mia testimonianza....preparate i fazzoletti oltre i pop corn....quando la leggerete).

Colui che fu Alfonso laddove sta in luminosi mondi invisibili mi/ci benedice per il lavoro completato. A me, come a tutti i suoi amati pazienti, rassicura che "possiamo andare nel mondo sulle nostre gambe, con gli occhi all'orizzonte." E chi lo conosceva bene conosce altrettanto bene questa sua frase. Oggi aggiungerebbe: "con tanta Pace nel Cuore."

Si dice che, quando se ne vanno, rimangono nei nostri cuori. Ed è vero, ma è anche vero che l'Amore è infinito come lo spazio dei nostri cuori. C'è posto per Tutto!

Grazie profondamente a Tutti per avermi fatto sentire amata in ogni istante di questi mesi senza di lui.

LOVE MUST GO ON!

Nicoletta Ferroni


giovedì 29 febbraio 2024

Non vorrei, ma vorrei...e invece Sì lo Voglio! (cosa significa il libro "La Goccia nell'Oceano" di Alfonso Guizzardi)

Ogni volta che pubblico qualche anteprima al libro post mortem di Alfonso ancora mi chiedo come ho fatto e perché l'ho fatto. Ovvero che cosa mi ha animata a pubblicargli un libro che aveva lasciato incompleto.

Noi due avevamo un modo assolutamente diverso di scrivere e di concepire un libro. Infatti gli unici 2 che abbiamo scritto insieme (IL DIGIUNO CONSAPEVOLE e BREATHBALANCE) sono stati anche oggetto di non poche discussioni, perché entrambi avevamo una visione diametralmente opposta di come diffondere certe conoscenze.

Io passavo e passo sempre per la via più breve in cui prevale il mio desiderio di pubblicare con parole semplici conoscenze magari già diffuse, ma con qualcosina di mio, secondo la visione che ne ho tratto negli anni, nel mio lavoro con il Basso, con l'Alto e con il Mezzo.

Lui aveva una mente molto mercuriana, per cui non scriveva, né pensava, né diceva nulla che non fosse stato appurato da ore e ore di ricerche.

Insomma, eravamo opposti nei ragionamenti e nelle creazioni. E spesso si alterava quando rileggeva qualcosa che avevo scritto pubblicamente su cui secondo lui non avevo prove. Ma da parte mia non mi offendevo perché le prove per me esistono soprattutto in quello che sento con il Cuore.

Poco prima che se ne andasse gli chiedevo spesso quali erano i suoi intenti per il nuovo anno. Mi rispondeva,  sempre con meno voce, in modo astratto con la frase: "Aiutare gli Altri." E a questa risposta incalzavo con. "Sì Ok, ma al livello pratico in che senso? Che vorresti fare?"

"Scrivere libri, a cominciare da quello che ho già cominciato." Poi la sua seconda risposta era una delle sue più grandi passioni: "Viaggiare." E completare questo libro è stato per tutti noi veramente un Viaggio dentro noi stessi.

Appena trapassato, nel bel mezzo della disperazione, seppure contenuta con lucidità, considerate le incombenze pratiche che avevo da affrontare, una sera cercando dei documenti, trovai la sua agenda del 2022 con un foglio con su scritto tutto quello che si era prefissato per il 2023. In primis: finire il libro LA GOCCIA NELL'OCEANO, a cui aveva già dato un titolo.

Ricordo che scoppiai in un pianto irrefrenabile. Mi calmai solo al pensiero che glielo avrei finito io, a modo mio. Poi tutte le questioni che aveva lasciato sospese nella materia mi presero parecchio tempo, ma mai allontanavo il pensiero di quel benedetto libro incompleto.

Erano giorni in cui alternavo rabbia a disappunto, stanchezza a dolore, immenso dolore. E nel contempo mi ritrovavo a calmare e confortare non pochi suoi pazienti che mi cercavano per essere consolati. Trovavo alquanto incoerente il mio ruolo, così una sera decisi di convocarli tutti su zoom e gli proposi questo: "Invece di starci a disperare, facciamo qualcosa di utile e catartico. Scrivetemi una testimonianza di come vi siete sentiti aiutati dalla terapia con Alfonso Guizzardi. Poi provvederò a scrivere e correggere il resto." Quasi tutti mi dissero di Sì e man mano circa tre, quattro, testimonianze al mese mi arrivavano. Le leggevo, piangevo regolarmente e le archiviavo nella cartella sul mio pc intitolata Libro di Alfonso.

Nel frattempo il dilemma più grande era sottoporre a qualcuno di competente le 50 pagine word del file scritto da lui. Non avrei mai osato farlo io. Parlava di Uno, Dio, Amore, ma dalla visione della sua Psicanalisi energetico vibrazionale. Scelsi la sua psicanalista storica, Marina Pompei, che accettò volentieri. Lo rilesse e corresse in pochi giorni ma non mi aggiunse una parte molto importante che lui avrebbe voluto scrivere su Rogers, come si evinceva da una pagina vuota con su scritto Empatia terapeutica: C. Rogers....

Non me la sentivo di mettermi a studiare Rogers, sapendone ben poco. Ma lasciai sospesa quella pagina. Nel frattempo mi occupavo delle testimonianze che continuavano ad arrivare abbondanti di fede e lacrime.

Una arrivò nelle vesti di una testimonianza, di ben 12 pagine, rispetto alle altre che non superavano le 2/3 pagine. Era scritta da Alessandra Sangermano di Trieste, colei con cui aveva condiviso nelle ultime settimane i passi di Cristo.


Alfonso era un lettore vorace di tutto, ma non aveva mai letto il Vangelo. Solo nell'ultimo mese si era affidato alla preghiera a Maria perché sentiva che attraverso di Lei avrebbe sanato gli ultimi attriti con tutto ciò che per lui rappresentava non aver seminato abbastanza Luce e Lucidità nella propria e altrui vita.

Il suo intento vitale era risvegliare gli altri dalla menzogna e con il Covid Show aveva fatto di tutto, ma rivolgersi al Cristo e alla Madre fu quantomai fuori programma anche per me, che gliene avevo viste far tante in 25 anni insieme. Così questa lunga testimonianza di Alessandra è divenuta il capitolo che unisce la parte da lui stesso scritta alle toccanti testimonianze: "Alfonso:  Ponte tra Cielo e Terra" in cui esce fuori un Alfonso mistico, alla ricerca del Maestro che aveva servito in altre epoche. E i messaggi whattsapp tra lui e Alessandra nella loro chat mi confermavano quanto lei scriveva in queste righe. Si condividevano frasi del Vangelo, che, ripeto, Alfonso non aveva letto.

Nel frattempo ebbi un'intuizione riguardo la parte dedicata a Carl Rogers: rivolgermi a Cristina Bertinelli, che era stata a contatto professionale con Alfonso, quando lui era stato suo Tutor Psicologo....e poi....e poi...pian piano il libro prendeva forma.

Nel frattempo nasceva una prefazione firmata da Davide Da Dio, che non esiste, se non come pseudonimo che Alfonso si dava negli ultimi anni di vita, quando alcuni terapeuti gli consigliavano di cambiarsi nome di battesimo...e in questa prefazione lo spiego...anche perché l'ho scritta io, pur firmandomi Davide Da Dio. Segue poi un'introduzione in cui invece mi sono firmata. E delle Conclusioni firmate da me nelle vesti dell'Amore Immortale, per cui si comprende il sottotitolo del libro: "Vita, Morte e Miracoli con l'Amore Immortale."

E infine il libro vedeva la Luce con delle immagini evocative dell'unico e indubitabile "filo" conduttore che tiene uniti tutti al di là di spazio e tempo, in tutte le dimensioni visibili e invisibili: l'UNO.

Ma un ostacolo finale tratteneva il completamento dell'opera. La copertina in cui avevo voluto l'immagine del Molo Audace a Trieste, perché là avevo donato al vento e all'acqua la sua "polvere di stelle".  Per qualche mistero editoriale, la copertina era bloccata. Finché un giorno una persona di Trieste, a me molto cara, mi dona un'ispirazione e nel giro di qualche ora nasce anche la copertina.

"A che serve questo libro? Aiuterà le persone che lo leggeranno? Potrà dare sollievo a chi soffre?" si chiederebbe lui.

"Certo è che me l'avete scritto in modo un po' raffazzonato", forse ci direbbe se ancora fosse vivo con quei suoi 4 pianeti in Vergine (e ho detto tutto!), ma grazie a Dio la Luna in Ariete gli dava quell'Audacia che abbiamo tutti incarnato nel fare di un collage di pagine un libro pieno d'Amore, Tenerezza, Morbidezza, Sensibilità, quelle virtù che da vivo esprimeva con i suoi Marte e Venere in Cancro.

E comunque a parte gli astri sotto cui era nato il 27.8.1964, della sua vita abbiamo immortalato ciò che l'ha tenuto vivo fino al 25.1.2023: il suo servizio all'Altro da Sé. 

Perché "poi alla fine vale solo quanto abbiamo amato"....ha detto e scritto fino alla fine, fino al suo nuovo inizio. E dall'Alto in cui risiede, a me e a tutte le persone amate, continua a dire solo questo: AMA, AMA, AMA, e fatti AMARE!

Grazie immense a tutti voi che mi avete sostenuta in questa opera, che è stata per me la terapia più profonda che ho fatto nel 2023 per riuscire a "rimettermi in piedi sulle mie gambe per andare nel mondo". E pure 'sta frase sarebbe sua!

Nicoletta Ferroni

mercoledì 14 febbraio 2024

La Goccia nell'Oceano, il libro post-mortem di Alfonso Guizzardi (Conclusioni)

(...)

Poiché l’apparato sensoriale dell’essere umano è limitato e quindi inadeguato a permettere di percepire la realtà al suo livello più profondo,  l’idea della morte come fine definitiva è insopportabile, perché la morte è impossibile. Non si può morire.

L’anima che trapassa non è il corpo. E’ la vita stessa. Non è materica ma spirituale. E diversamente dal corpo psico-fisico non si ammala.

Negli ultimi mesi di vita incarnata Alfonso si dedicava a profondissimi stati meditativi per cogliere quella sottile percezione di eternità della “Goccia nell’Oceano” che  non sempre riusciamo a cogliere nella frenesia della quotidianità.



Solo cambiando atteggiamento mentale ed emozionale, si approda alla certezza che non esiste mai la separazione a nessun livello, se non a occhi limitati a vedere ciò che credono di vedere. Fino all’apparizione dell’Eternità del Tutto.

Qualche giorno prima di fluire dal corpo fisico chiese ai medici quanto gli rimanesse ancora. Gli dissero: pochi giorni, forse ore. Lui cambiò gli ultimi paradigmi e insieme alla sua amata allungarono ancora i tempi di disincarnazione. Con sofferenza, ma con determinazione. D’altronde sin dalla nascita aveva avuto diverse occasioni in cui stava perdendo la vita: per malattie o per incidenti. Era esperto.

Chiunque di voi l’ha conosciuto sa che il Guizzardi era un audace rivoluzionario a caccia delle menzogne con cui l’umanità è stata irretita nei secoli dei secoli. Ma la sua funzione non era stata solo quella di andare incontro alla massa dormiente perché divenisse Massa Critica. Il suo intento era che divenisse Massa CriStica! 

(...) 

L'Amore immortale



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