Ci sono fiabe che sembrano raccontare la paura di perdersi. In realtà, forse, raccontano qualcosa di ancora più profondo: la necessità di smarrire per un momento la strada conosciuta per poter scoprire una direzione nuova.
Hansel e Gretel
è una di queste.
Due bambini
vengono condotti nel bosco, lontano dalla sicurezza della propria casa. Cercano
una via per tornare indietro, incontrano una casa apparentemente meravigliosa e
scoprono che proprio ciò che sembrava offrire nutrimento nasconde un pericolo.
Eppure è
attraversando quel pericolo che qualcosa cambia.
Hansel e Gretel
non tornano a casa come erano partiti.
Nella visione di Aura-Soma i due protagonisti compaiono anche in due Equilibrium consecutive:
B92 Gretel, Corallo pallido/ Verde oliva, associata alla leadership femminile intuitiva, all'indipendenza, alla cooperazione invece della competizione e alla pace come priorità;
e B93 Hansel, Corallo pallido/ Turchese, collegata alla
possibilità di affrontare l'ombra per ritrovare la verità del cuore e
riconciliare differenti aspetti di noi stessi.
Non è difficile
allora immaginare la fiaba come una mappa interiore.
Il bosco
diventa ciò che non conosciamo ancora di noi. La casa di marzapane rappresenta
ciò che ci seduce. La strega ciò che ci imprigiona promettendoci nutrimento.
Hansel e Gretel possono diventare due differenti forze della nostra coscienza.
E forse la vera
domanda della fiaba non è: Come facciamo a non perderci? Ma: Che cosa possiamo
scoprire quando non possiamo più seguire la strada che conoscevamo?
Il bosco: quando i vecchi riferimenti non bastano più
Il bosco è uno
dei simboli più potenti delle fiabe.
Entrarvi
significa abbandonare il territorio conosciuto. I sentieri diventano incerti,
la luce cambia, ciò che prima sembrava evidente non lo è più.
È ciò che
accade anche nella vita quando attraversiamo una trasformazione.
Una relazione
cambia. Un lavoro non ci rappresenta più. Una certezza viene meno. Un'identità
costruita negli anni comincia a starci stretta.
All'inizio la
sensazione può essere quella di esserci persi.
Cerchiamo
immediatamente qualcosa che ci riporti indietro.
Hansel
raccoglie dei sassolini e li lascia lungo il percorso proprio per questo: vuole
conservare una traccia della strada conosciuta.
Ma nella
seconda entrata nel bosco non ci sono più pietre. Ci sono soltanto briciole di
pane. E gli uccelli le mangiano.
La vecchia
strada scompare.
Forse questa è
una delle immagini più profonde della fiaba: arriva un momento nel quale non
possiamo più tornare semplicemente a ciò che eravamo. Dobbiamo imparare ad
andare avanti.
Le briciole di pane: il bisogno di controllare la strada
Hansel cerca
continuamente di orientarsi attraverso qualcosa di esterno.
Prima i
sassolini, poi il pane.
È un
comportamento comprensibile. Quando non sappiamo dove stiamo andando, cerchiamo
segnali, conferme, garanzie.
Vorremmo sapere
in anticipo quale scelta sarà giusta. Vorremmo avere una traccia abbastanza
chiara da assicurarci che potremo sempre tornare indietro.
Ma alcune
trasformazioni non funzionano così.
Le briciole
scompaiono proprio perché il viaggio richiede un'altra forma di orientamento.
Non più
soltanto: Da dove sono venuto? Ma: Che cosa sento vero per me adesso?
È qui che il
racconto comincia ad avvicinarsi profondamente alle due Equilibrium di Hansel e
Gretel.
Entrambi
dovranno imparare qualcosa che nessuna briciola può insegnare: fidarsi di una
conoscenza che nasce dall'interno.
La casa di marzapane: non tutto ciò che nutre ci fa bene
Nel cuore del
bosco appare improvvisamente qualcosa di irresistibile.
Una casa fatta
di dolci.
Dopo la fame,
la paura e lo smarrimento, sembra quasi una risposta perfetta.
Hansel e Gretel
cominciano a mangiarla.
Ed è proprio
qui che la fiaba cambia tono.
La casa che
prometteva nutrimento diventa una trappola.
Quante volte
anche noi incontriamo qualcosa che sembra rispondere perfettamente a un nostro
bisogno? Un'approvazione che desideriamo moltissimo. Una relazione che promette
di colmare un vuoto. Un ruolo nel quale finalmente sentirci riconosciuti.
Un'abitudine che ci offre sollievo immediato. Una certezza che ci permette di
non affrontare una paura.
Non tutto ciò
che ci dà piacere è necessariamente una casa di marzapane, naturalmente.
Il simbolo ci
invita piuttosto a osservare che cosa stiamo cercando di nutrire.
Stiamo
rispondendo a un bisogno autentico? Oppure stiamo cercando qualcosa che ci
impedisca di sentire la nostra fame più profonda?
A volte ciò che
ci seduce non è ciò che desideriamo veramente. È semplicemente ciò che promette
di farci dimenticare ciò che ci manca.
La strega: l'ombra nascosta dietro la promessa
La strega
accoglie i bambini. Li nutre. Li rassicura. Poi mostra la propria vera
intenzione.
È significativo
che il pericolo non arrivi con un volto immediatamente minaccioso. Si presenta
sotto forma di accoglienza.
Anche le nostre
ombre raramente dicono: Sono qui per limitarti. Molto più spesso ci sussurrano:
Sto cercando di proteggerti.
La paura può
impedirci di cambiare perché vuole evitarci un fallimento. Il bisogno di
controllo può convincerci che senza di esso tutto crollerà. Il giudizio può
sembrare uno strumento per difenderci. La dipendenza dall'approvazione può
apparire come il prezzo necessario per sentirci amati.
La strega può
allora rappresentare quelle parti di noi che un tempo hanno cercato di
proteggerci, ma che continuano a farlo anche quando quella protezione è
diventata una prigione.
Non dobbiamo
necessariamente combatterle. Dobbiamo riconoscerle. Perché soltanto ciò che
viene visto può smettere di governarci nell'ombra.
Hansel, Equilibrium 93: incontrare l'ombra e ritrovare il
cuore
In Aura-Soma
Hansel è l'Equilibrium 93, Corallo pallido/ Turchese.
Il tema
associato alla bottiglia riguarda l'affrontare l'ombra per trovare la verità
del cuore, riconoscendo e riconciliando differenti aspetti di noi stessi.
È interessante
osservare Hansel proprio attraverso questa chiave.
Ma nella casa
della strega Hansel perde progressivamente il controllo della situazione. Viene
rinchiuso. Ciò che sapeva fare non basta più.
È quasi
costretto a incontrare la propria vulnerabilità.
Ed è spesso qui
che incontriamo davvero la nostra ombra: non quando tutto funziona, ma quando
le strategie che abbiamo sempre utilizzato smettono improvvisamente di
funzionare.
Hansel può
allora rappresentare quella parte di noi che deve imparare a guardarsi più
profondamente. Non soltanto ciò che vorremmo essere. Anche ciò che temiamo. Le
nostre contraddizioni. Le parti che cerchiamo di nascondere.
Il Corallo pallido presente nella parte superiore di entrambe le Equilibrium crea un filo comune
tra Hansel e Gretel. Nella visione Aura-Soma questo colore viene associato a
una consapevolezza più profonda e al riconoscimento di ciò che necessita di
essere accolto.
Hansel ci porta
così davanti a una domanda: Quale parte di me continuo a evitare perché temo
ciò che potrei scoprire?
Forse proprio
lì si trova qualcosa che il cuore sta cercando di mostrarci.
Gretel, Equilibrium 92: quando l'intuizione diventa azione
Se Hansel
incontra l'ombra, Gretel compie il gesto decisivo della fiaba.
In Aura-Soma
Gretel è l'Equilibrium 92, Corallo pallido/ Verde oliva.
La sua energia
viene collegata alla leadership femminile intuitiva, all'indipendenza, alla
cooperazione invece della competizione e alla capacità di scegliere la pace
come priorità.
All'inizio
Gretel sembra seguire il fratello. Hansel escogita i piani. Hansel cerca la
strada. Hansel sembra possedere l'iniziativa.
Ma quando la
situazione diventa estrema è Gretel a vedere ciò che deve essere fatto.
La strega vuole
spingerla dentro il forno. Gretel comprende il pericolo. Non affronta la strega
con la forza. Non entra in competizione con lei. Utilizza presenza,
intelligenza e intuizione.
Le chiede di
mostrarle come entrare nel forno e, nel momento decisivo, rovescia la
situazione.
È un'immagine
potente di una forza che non ha bisogno di imitare il potere che combatte.
La vera
leadership non consiste sempre nel dominare. A volte consiste nel vedere
chiaramente. Nel percepire il momento. Nel fidarsi di ciò che sappiamo
interiormente anche quando nessuno può garantirci che abbiamo ragione.
Il Verde Oliva di Gretel richiama proprio uno spazio nel quale possiamo ritrovare direzione e
ascolto interiore, lasciando emergere una scelta che non nasce semplicemente
dalla paura.
Gretel non
aspetta che qualcuno venga a salvarla. Scopre dentro di sé una forza che forse
non sapeva ancora di possedere.
Hansel e Gretel: due energie che hanno bisogno l'una
dell'altra
Forse è proprio
per questo che le due Equilibrium sono consecutive.
Hansel e Gretel
non rappresentano necessariamente il maschile e il femminile in senso
letterale. Possiamo immaginarli come due movimenti presenti in ognuno di noi.
Hansel guarda
l'ombra. Gretel trova una nuova direzione.
Hansel porta
alla luce ciò che era nascosto. Gretel trasforma quella consapevolezza in una
scelta.
Hansel ci domanda: Che cosa non sto vedendo di me?
Gretel aggiunge: Ora che lo vedo,
quale strada voglio scegliere?
Una
trasformazione autentica ha bisogno di entrambi.
La sola
introspezione può diventare un bosco nel quale continuiamo a camminare senza
uscire mai. La sola azione rischia invece di portarci continuamente altrove
senza comprendere ciò da cui stiamo fuggendo.
Prima vediamo.
Poi prendiamo la direzione.
Il forno: il luogo della trasformazione
Il forno è il
punto più oscuro della storia, ma è anche il punto nel quale il potere della
strega termina.
Simbolicamente
il fuoco è spesso collegato alla trasformazione.
Ciò che entra
nel fuoco non può rimanere identico a prima.
Gretel utilizza
proprio il luogo destinato alla loro distruzione per liberarsi.
Anche questo
contiene un messaggio sorprendente.
A volte la
situazione che più ci mette alla prova contiene anche l'energia necessaria alla
nostra trasformazione.
Una crisi può
mostrarci un limite che ignoravamo. Una perdita può costringerci a riconoscere
ciò che conta davvero. Una relazione difficile può rendere visibili bisogni e
ferite che continuavamo a evitare.
Questo non
significa cercare la sofferenza o considerarla necessaria. Significa
riconoscere che, quando una difficoltà arriva, possiamo attraversarla senza
permetterle di definirci.
Il forno non
diventa la fine della storia. Diventa il punto dal quale la storia cambia
direzione.
Il tesoro: ciò che portiamo con noi dopo aver attraversato
l'ombra
Dopo la morte
della strega, Hansel e Gretel trovano nella casa pietre preziose e tesori.
Non scappano
dal bosco a mani vuote.
Ed è forse
questa una delle immagini più belle della fiaba.
Ogni volta che
attraversiamo consapevolmente una parte difficile di noi, qualcosa può
diventare disponibile.
Una nuova
capacità. Un confine che finalmente sappiamo mettere. Una sensibilità più
profonda. Una comprensione. Una libertà che prima non possedevamo.
Il tesoro non
cancella ciò che è accaduto. Nasce dal fatto di averlo attraversato.
Le nostre ombre
possono contenere energie che aspettano di essere liberate.
Dietro la paura
può esserci sensibilità. Dietro il bisogno di controllo può esserci una grande
capacità di responsabilità. Dietro una ferita può nascondersi la possibilità di
comprendere più profondamente gli altri.
Quando
smettiamo di combattere ciecamente ciò che non ci piace di noi e iniziamo a
osservarlo, possiamo scoprire il tesoro custodito proprio in quella stanza che
avremmo preferito non aprire.
Tornare a casa, ma non essere più gli stessi
Hansel e Gretel
alla fine ritrovano la strada.
Ma il ritorno
non è semplicemente un ritorno al punto di partenza.
Sono cambiati.
Hanno
conosciuto il bosco. Hanno incontrato la paura. Hanno scoperto l'inganno. Hanno
riconosciuto risorse che non sapevano di possedere. E portano con sé un tesoro.
Forse ogni vero
viaggio interiore funziona così.
Cerchiamo
inizialmente di tornare alla sicurezza che conoscevamo. Poi comprendiamo che
non possiamo più farlo nello stesso modo.
La crescita non
consiste nel ritrovare esattamente chi eravamo prima di perderci. Consiste nel
tornare a noi stessi con una coscienza più ampia.
Qual è oggi il tuo bosco?
La fiaba di
Hansel e Gretel può allora diventare uno specchio.
·
Qual è il bosco che sto
attraversando in questo momento?
·
A quali 'briciole' continuo ad
affidarmi per paura di non sapere dove andare?
·
Quale casa di marzapane mi
promette qualcosa che, in realtà, non mi nutre?
·
Quale ombra sto evitando di
incontrare?
·
Quale parte di me assomiglia ad
Hansel e ha bisogno di vedere più chiaramente?
·
Dove invece Gretel mi invita a
fidarmi maggiormente della mia intuizione?
·
Che cosa potrebbe diventare il
mio tesoro una volta attraversata questa esperienza?
Non occorre rispondere immediatamente.
Alcune domande hanno bisogno di rimanere
con noi per un po'.
Come i sentieri nel bosco, diventano
visibili soltanto continuando a camminare.
A volte bisogna perdersi per incontrarsi
Hansel e Gretel
partono cercando la strada di casa.
Alla fine
trovano qualcosa di più importante: la capacità di attraversare ciò che non
conoscevano.
Hansel ci
ricorda che possiamo guardare l'ombra senza diventare l'ombra.
Gretel ci
mostra che l'intuizione non è passività: può diventare scelta, direzione e
azione.
Le Equilibrium
92 e 93 sembrano raccontare insieme proprio questo passaggio.
Vedere ciò che
era nascosto. Riconoscere la verità del cuore. Fidarsi della propria direzione
interiore.
Forse il bosco
non è sempre il luogo nel quale ci siamo persi.
A volte è il
luogo nel quale, finalmente, smettiamo di seguire le briciole lasciate dagli
altri e cominciamo a riconoscere la nostra strada.
(Riferimenti Aura-Soma: Equilibrium
B92 Gretel e B93 Hansel, dal sito ufficiale di Aura-Soma)







